CARO CARBURANTI Decreto in vigore: benzina e gasolio con lo “sconto” fino a 30,5 cents
Sono scattati i tagli delle accise sui carburanti (LaPresse)

CARO CARBURANTI Decreto in vigore: benzina e gasolio con lo “sconto” fino a 30,5 cents

I maggiori marchi hanno iniziato ad applicare il taglio delle accise

Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, sono entrati in vigore i decreti con i quali viene prevista una riduzione dei prezzi di vendita dei carburanti per la riduzione delle accise. Il testo prevede anche misure in tema di prezzi dell’energia e del gas, di sostegno alle imprese, misure per il lavoro e in sostegno all’autotrasporto, agricoltura, pesca e turismo, contratti pubblici.

Tornando ai carburanti, i maggiori marchi della distribuzione carburanti ieri hanno iniziato a applicare il taglio delle accise ai prezzi consigliati. Benzina e gasolio sono scesi di 30,5 centesimi al litro (25 di accisa cui si aggiungono altri 5,5 di Iva sull’accisa), il Gpl di 5,5 cent (4,7 cent più Iva). «In un Paese come l’Italia dove l’85% delle merci per arrivare sugli scaffali viaggia su strada la riduzione dei prezzi di benzina e gasolio ha un effetto valanga sui costi delle imprese e sulla spesa di consumatori», afferma la Coldiretti. «Con il credito di imposta del 20% per la riduzione del costo del gasolio per pesca ed agricoltura previsto dal decreto, la riduzione del costo del carburante si estende dal campo alla tavola in una situazione in cui per il balzo dei costi energetici - sottolinea Coldiretti - l’agricoltura deve pagare una bolletta aggiuntiva di almeno 8 miliardi su base annua, rispetto all’anno precedente, che mette a rischio coltivazioni, allevamenti, e industria di trasformazione nazionale ma anche gli approvvigionamenti alimentari di 5,6 milioni di italiani che si trovano in una situazione di indigenza economica».

Per quanto riguarda invece il caro bollette, ieri il presidente dell’Arera, Stefano Besseghini nel corso di un’audizione presso la commissione Attività produttive della Camera, ha affermato che «le quotazioni forward dei prodotti energetici prefigurano un rientro graduale della crisi fra la fine del 2022 e il 2024 ma, presumibilmente, i prezzi del gas naturale sono destinati a mantenersi più alti della media storica degli ultimi anni». Arera poi ritiene che «il costante monitoraggio dei driver e dei comportamenti degli operatori risulti, in questo periodo, ancor più necessario».


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