Cardiologia all’avanguardia: dopo il covid cure più urgenti
Il primario delle cardiologie del Predabissi e dell’Uboldo di Cernusco, Filippo Ottani, nel reparto di Vizzolo Canali

Cardiologia all’avanguardia: dopo il covid cure più urgenti

Il piano di potenziamento del reparto doveva scattare a fine febbraio, poi l’epidemia ha bloccato tutto

Un progetto «complesso e ambizioso» destinato a fare della cardiologia dell’Asst Melegnano Martesana punto di riferimento per l’intero sud-est milanese, basato su una fitta rete di interconnessioni tra professionalità, servizi e dotazioni strumentali di ultima generazione, e dopo lo “stop forzato” imposto dalla “tempesta perfetta” rappresentata dall’emergenza Covid, la «cardiologia dell’Asst è pronta a ripartire».

Lo annunciano il Direttore Generale Angelo Cordone e il primario delle cardiologie del Predabissi e dell’Uboldo di Cernusco, Filippo Ottani, spiegando come «il progetto, che ha previsto razionalizzazione, potenziamento e definizione di percorsi di continuità assistenziali secondo piani omogenei e mirati, era pronto a fine febbraio», giusto in tempo per finire travolto dall’emergenza Covid che però «si è limitata a far slittare di qualche mese l’avvio – spiega Cordone – di un piano cui teniamo particolarmente. Quello che è importantissimo, adesso che, pur con le dovute cautele e precauzioni, possiamo pensare all’emergenza Covid come questione sotto controllo, è far comprendere l’importanza di tornare ad affidarsi a servizi di cura e assistenza qualificati».

Tornare a curarsi, semplicemente, perché le patologie cardiologiche «non conoscono stop», ed è fondamentale «riuscire a garantire ai nostri pazienti percorsi di cura capaci di adattarsi ad ogni necessità, dall’insorgenza della patologia fino alla sua risoluzione». Il rilancio della cardiologia nel territorio della Asst Melegnano Martesana passa così da una “nuova fase” ormai in piena attuazione: una sempre più pressante integrazione delle equipe cardiologiche dei diversi pronto soccorsi del territorio, con l’intento di agire come unica unità funzionale che abbia il duplice vantaggio di omogeneità di intervento a fronte di una capillarità di copertura territoriale. Il progetto, che precisa il primario, Filippo Ottani, è prosecuzione di quanto avviato dai suoi predecessori, consentirà di garantire una sempre maggiore attenzione alle esigenze di cura. Accanto all’omogeneizzazione dei servizi – ne è esempio pratico la formazione di una unica equipe di elettrofisiologia capace di garantire un elevato volume di prestazioni annue per la quale sono previste ulteriori dotazioni tecnologiche – è ormai ripartita anche l’attività di assistenza ai cardiopatici acuti svolta dalla Terapie Intensive Cardiologiche. Il principio di interconnessione e prossimità sono caratterizzanti anche in questo settore: oltre ad aver riaperto l’accoglimento dei pazienti trasportati dal 118, resta la copertura di “prossimità”, che consente diagnosi rapide e tempestive, e la conferma della rete inter-ospedaliera, in collaborazione con strutture specializzate, che permettono accessi “rapidi e semplificati” a procedure salvavita.


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