Calano i profughi, ma i soldi non arrivano
Richiedenti asilo davanti alla Prefettura di Lodi

Calano i profughi, ma i soldi non arrivano

Si è quasi dimezzato il numero di richiedenti asilo nel Lodigiano, mentre tardano ad arrivare i contributi per i centri di accoglienza. E iniziano le proteste

Crolla il numero dei profughi nel Lodigiano. Secondo gli ultimi dati forniti dalla Prefettura, il numero dei richiedenti asilo si è quasi dimezzato, scendendo da 1200 a 670. Nel frattempo però esplode il caso del ritardo dei contributi ai centri di accoglienza. Giovedì mattina dieci migranti della casa di via Selvagreca a Lodi sono andati a protestare dai rappresentanti del palazzo del governo, in corso Umberto. Da cinque mesi non prendono il pocket money e gli operatori non vengono retribuiti.

«Attualmente sono presenti circa 670 migranti sul territorio lodigiano - spiega in una nota la Prefettura confermando un trend in lenta diminuzione delle presenze -. Le circolari ministeriali emanate a fine 2017 hanno previsto una stringente rendicontazione su tutti i costi sostenuti dai gestori per i servizi di accoglienza; questi devono essere specificamente documentati. I gestori presentano, non con qualche difficoltà o ritardo, una corposa documentazione, da allegare mensilmente alla fattura per il servizio prestato. La documentazione è sottoposta al vaglio degli uffici ed in caso di difformità o assenza di alcuni documenti vengono chieste integrazioni o disposte opportune verifiche. È un’attività particolarmente puntuale e complessa. Gli uffici sono al lavoro per ultimare i pagamenti dell’anno 2018».

La casa di accoglienza di via Selvagreca  (foto d’archivio)

La casa di accoglienza di via Selvagreca (foto d’archivio)

La casa di accoglienza di via Selvagreca (foto d’archivio)

Quanto alla protesta della casa di via Selvagreca, la responsabile del centro gestito da Milano solidale Letizia Barreca spiega che «in prefettura hanno spiegato ai nostri ospiti che i soldi arriveranno. La prefettura sta facendo le verifiche, poi darà i fondi alle strutture di accoglienza, in base ai documenti presentati. Noi adesso siamo in 28, nei tempi di massima affluenza siamo arrivati a 60, ora stiamo andando ad esaurimento. Le commissioni danno il diniego, i ricorsi non vengono effettuati e la protezione umanitaria non c’è più; i ragazzi vengono respinti dai centri di accoglienza e finiscono sulla strada. Ogni giorno ne vengono espulsi diversi».


Leggi l’approfondimento sull’Edizione de Il Cittadino di Lodi in edicola venerdì 8 febbraio

© RIPRODUZIONE RISERVATA