Brioche e caffè sulla strada, al bar del Ponte via alla “fase 2”
Cristiano Bassi, titolare del bar del Ponte di Sant’Angelo che da lunedì sarà aperto solo per il servizio da asporto

Brioche e caffè sulla strada, al bar del Ponte via alla “fase 2”

Da lunedì lo storico esercizio di Cristiano Bassi ripartirà solo con servizio da asporto

«Dopo 26 anni di vita dietro al bancone del Bar del Ponte, sperimentiamo anche questa: consegnare caffè e cappuccini, una fetta di torta o un cornetto caldo direttamente in strada». Al Bar del Ponte – dal 1977 un’istituzione a Sant’Angelo Lodigiano, prima con Giuseppe Livraghi, dal 1993 con il nipote Cristiano Bassi – è già tutto pronto per la fase due. Lunedì la saracinesca finalmente tornerà ad alzarsi, a varcare la soglia però sarà solo il titolare Cristiano Bassi, anche referente dei commercianti santangiolini. La strada segnata dal Governo, per bar e ristoranti, dice per tornare ad accogliere i clienti – anche se in un modo del tutto nuovo – bisogna ancora attendere, ma le attività hanno la facoltà di assicurare il servizio con l’asporto. Ergo si può andare al bar per la colazione, ma senza entrare. Verrà tutto erogato sulla soglia, a bordo strada insomma.

Cristiano Bassi

Cristiano Bassi

Cristiano Bassi

«Ci stiamo preparando a questa nuova esperienza – racconta Cristiano Bassi – e abbiamo già pensato all’organizzazione. All’entrata abbiamo posizionato un banchetto, con tutti i contenitori necessari per avere a disposizione brioche, torte, frolle, tutto quel che serve per la colazione. Anche caffè e cappuccini saranno erogati qui al banchetto. I clienti dovranno avere mascherina e guanti, come noi del resto, e non si potranno fermare a consumare». Insomma non sarà il Bar del Ponte di una volta – almeno non per il momento - , con il caffè intervallato dalle chiacchiere o i commenti sullo sport – peraltro non ci sono neanche risultati o performance da commentare, dato che non ci sono partite – , ma perlomeno i santangiolini potranno tornare a vedere un volto “amico”, sulla soglia del Bar del Ponte. «Per noi questo periodo è stato un disastro vero, ma i clienti ci hanno manifestato tanto affetto e tanta voglia di tornare alla normalità – racconta Bassi - , che forse oggi impareremo ad apprezzare ancora di più. Non so sinceramente come sarà l’affluenza: noi ci saremo ogni giorno dalle 5.30 alle 12 con le nostre colazioni, anche perché ci sono tanti uffici e persone che lavoreranno e vogliamo offrire loro un servizio. So che le persone hanno ancora paura ed è comprensibile, ma più si infonde paura, più sarà difficile ricominciare. Ci vuole responsabilità e buonsenso, ma pur con tutte le cautele del caso, dobbiamo provare a guardare avanti». L’esperienza sarà del tutto nuova. «Sono 26 anni che ogni giorno passo dalle 13 alle 14 ore al Bar del Ponte e questi due mesi per me sono stati durissimi, anche perché non sono mai stato in casa tutto questo tempo. Vedremo come andrà: pioggia o vento, sarà tutto pensare e organizzare, anche dal punto di vista pratico». Ora insomma non resta che viverla questa fase due tanto attesa, sperata e immaginata, anche se l’auspicio è tornare al più presto ad ospitare anche i clienti nel bar e in un modo ancora tutto pensare.


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