Bimbo nato morto al Maggiore, chiesta l’archiviazione per il dramma di luglio

Bimbo nato morto al Maggiore, chiesta l’archiviazione per il dramma di luglio

Secondo l’autopsia il cuore si era fermato prima della nascita

Il piccolo di Castiglione è morto di asfissia, «ma il suo decesso, avvenuto all’ospedale di Lodi, lo scorso luglio, non era prevedibile, né si poteva evitare». Così, come per il caso di Vidardo del 23 dicembre 2018, anche per quello di Castiglione, la procura della Repubblica di Lodi ha chiesto l’archiviazione del procedimento, senza colpe nè colpevoli. I genitori si erano presentati in ospedale a Lodi alla 40esima settimana e 4 giorni, il 26 luglio 2019; il giorno dopo, la mamma aveva iniziato l’induzione al parto. Durante il monitoraggio i sanitari si erano accorti che il battito cardiaco del bimbo si era interrotto. Erano le 2 della notte tra il 27 e il 28, ed era stato disposto il cesareo d’urgenza, ma per il nascituro non c’era stato, purtroppo, più nulla da fare. I genitori avevano voluto vederci chiaro, presentando un esposto alle forze dell’ordine.

Una tragedia analoga aveva riguardato anche due coniugi di Vidardo. La loro piccola era deceduta il 23 dicembre del 2018, dopo il parto, sempre all’ospedale Maggiore di Lodi. Il papà, presente in sala parto, era rimasto colpito dalla tensione degli operatori intorno a lui e dal ricorso alla terapia intensiva neonatale. Anche in questo caso, l’esito autoptico, non ha evidenziato responsabilità da parte dei medici. La procura ha chiesto anche per questo procedimento l’archiviazione. Per entrambi i casi deciderà il gip.

Diverso, invece, è il caso della giovane della scorsa settimana. La placenta si sarebbe distaccata completamente e all’improvviso, senza causare, purtroppo per la donna, l’evidenza di perdite di sangue che potevano allarmarla, forse, in tempo. Così, il cuore della piccola ha smesso di battere all’interno dell’utero, ancora prima di venire alla luce.


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