LODI Biglietteria, bagni e sale d’attesa chiusi: la stazione soffre dopo il Covid - GUARDA LE FOTO

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Viaggio nello scalo ferroviario lasciato a se stesso: molte le lamentele arrivate al «Cittadino»

I viaggiatori sono ancora pochi, ma si aggirano spaesati, senza più punti di riferimento. Per chi cerca la biglietteria, i bagni pubblici, il bancomat, una sala d’aspetto in cui attendere il minuto della partenza, l’esito è il medesimo. No, non ci sono. E anche trovare qualcuno a cui chiedere informazioni è un’impresa. Ieri mattina, agli agenti di polizia impegnati in controlli nell’atrio - sensibilizzando gli utenti “distratti” e invitandoli a rialzare la mascherina nel caso fosse abbassata - è stato ad esempio anche come raggiungere Codogno. C’è esasperazione e rabbia tra pendolari e viaggiatori di passaggio nella stazione di Lodi, sempre più stazione fantasma, nonostante sia lo scalo di riferimento della provincia. Alle mancanze che si registrano da anni - una su tutti è quella dell’edicola, che faceva anche da rivendita biglietti -, l’emergenza Covid-19 ne ha aggiunte altre e qui la fase 2 non sembra ancora partita. Eliminata ogni seduta all’interno dello scalo, anche per la sala d’aspetto l’accesso dal primo binario è sbarrato.

Servizio di Paolo Ribolini

Servizio di Paolo Ribolini

Servizio di Paolo Ribolini

Edicola  da tempo

Edicola da tempo

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Controlli di polizia

Controlli di polizia

Controlli di polizia

Bagni pubblici chiusi

Bagni pubblici chiusi

Bagni pubblici chiusi

Ha riaperto invece il bar, che ha riorganizzato gli spazi assecondando le nuove regole. Un unico tavolo centrale - con le x sul piano a contrassegnare le postazioni che è possibile occupare, dopo la prova della temperatura -, qualche viaggiatore trova conforto qui. Altra questione spinosa - a far infuriare gli utenti - è la biglietteria chiusa. Un cartello recita che “resterà chiusa fino a nuovo avviso” e a comunicarlo è Rfi, in ottemperanza alle misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica. Accanto ci sono i totem elettronici, per l’erogazione dei biglietti, ma per chi non ha dimestichezza con l’uso, è un guaio. Alternative non ce ne sono. Anche la colonna che ospitava il bancomat, nell’atrio centrale, non c’è più, inaccessibili poi i bagni della stazione. Sulla rampa di accesso e sulle porte, ci sono scampoli di cellophane verde a far da barriera. «Ma è mai possibile che una città che fa provincia si sia ridotta ad avere una stazione di frontiera dove non si riesce a garantire la minima assistenza, il minimo servizio?» lamenta uno dei cittadini che ci hanno segnalato lo stato della stazione. Contattato da Il Cittadino, Rfi fa sapere che la biglietteria riaprirà dopo il 15 giugno, mentre per la sala d’attesa si stanno studiando soluzioni da applicare per assicurare il rispetto del distanziamento, considerato che lo spazio è angusto.


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