Biglietteria, sala d’attesa e bagni chiusi: la stazione di Lodi mostra tutti i suoi limiti
Biglietteria ancora chiusa, una delle pecche della stazione di Lodi

Biglietteria, sala d’attesa e bagni chiusi: la stazione di Lodi mostra tutti i suoi limiti

Un lunedì nero, quello che ha interessato lo scalo del capoluogo. Fs aveva annunciato la riapertura al 15 giugno, ma ciò non è avvenuto

«E adesso come faccio? Scusi, mi può aiutare? La macchinetta è fuori uso da un’ora e la biglietteria è ancora chiusa». La signora ha fretta, vorrebbe prendere un biglietto, salire sulla carrozza e volare verso Milano Porta Vittoria, dove ha una visita medica. «La macchinetta non va, ci abbiamo provato più volte: adesso è tutto bloccato, non ci fa comprare più nulla». Impossibile pensare di rivolgersi alla biglietteria. Chiusa all’indomani dell’emergenza coronavirus, nel pieno del lockdown che ha fermato un Paese intero, e così rimasta, ferma, come la sala d’aspetto e anche i bagni, con del cellophane a impedire i passaggi. È ancora parzialmente “fantasma” la stazione ferroviaria di Lodi, snodo primario della provincia. Anche qui, come nel resto della città, la vita ha ricominciato lentamente a scorrere: i portabiciclette, appena fuori dall’ingresso principale, brillano sotto il sole del metallo di decine e decine di biciclette, lasciate probabilmente da chi si indirizza ai binari e parte per destinazioni diverse, tornando negli uffici che piano piano - spesso a turni - tornano a ripopolarsi. Eppure i servizi ancora non sono tornati e la rabbia dei viaggiatori, che non sanno a chi rivolgersi per chiedere aiuto o informazioni, cresce. Con lo sportello sbarrato, le uniche informazioni sono quelle garantite dai tabelloni elettronici con i treni in partenza e i binari di riferimento e da quelli cartacei che illustrano tutte le tratte e le fermate. Fuori servizio una delle due biglietterie automatiche - dato che è nelle immediate vicinanze dell’altra e non sarebbe possibile garantire il distanziamento sociale - , per chi non è pratico, soprattutto per l’età e la mancanza di dimestichezza con gli strumenti automatici, di alternative non ce ne sono. «Ma possibile che non si possa fare nulla per riaprire un servizio essenziale come quello della biglietteria in una stazione di una città capoluogo di provincia? A chi devo rivolgermi?», dice un anziano che fa avanti e indietro nell’atrio, spaesato. Alla fine l’aiuto arriva dalla ragazza dietro di lui, in coda, in attesa di fare il biglietto, in una sorta di auto-gestione tra i viaggiatori che si aiutano a vicenda o spesso e volentieri si rivolgono alla polizia di Stato impegnata nei controlli in cerca di aiuto e informazioni o al personale addetto a pulizie e manutenzioni. Tanto che sul binario uno - fuori da uno degli accessi alla zona personale - c’è un cartello che recita: “Attenzione!!! questo non è un ufficio informazioni”. Contattato dal «Cittadino», il gruppo Fs aveva comunicato che la biglietteria avrebbe riaperto dopo il 15 giugno e anche il sindaco di Lodi Sara Casanova sta seguendo la partita, pronta a inviare una comunicazione formale, se gli impegni non saranno mantenuti. Intanto lunedì per i viaggiatori è stata un’odissea


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