Banco Popolare, niente dividendo

Approvato ieri il bilancio 2011: utile in crescita

Come ampiamente previsto dai mercati, il Banco Popolare non pagherà ai soci il dividendo sull’esercizio 2011. La conferma è arrivata ieri alla chiusura della giornata di Borsa, quando il gruppo che comprende la Banca Popolare di Lodi ha reso noto i risultati di bilancio, approvati dal consiglio di amministrazione dell’istituto di credito. Migliaia di soci (compresi quelli lodigiani) resteranno dunque a “bocca asciutta”. A influenzare la decisione del board del Banco sono state la Banca d’Italia e le istituzioni europee. Nelle scorse settimane da via Nazionale sono arrivate pressioni affinché le principali banche italiane - specie quelle più deboli dal punto di vista patrimoniale - non pagassero il dividendo, destinando l’ammontare di quest’ultimo al rafforzamento dei coefficienti. Pressioni che, evidentemente, hanno fatto effetto sulla principale banca popolare del Paese. I mercati hanno scontato già nella giornata di ieri questa prospettiva: a Piazza Affari il Banco ha chiuso a 1,6 euro (-1,54 per cento).

Mancato dividendo a parte, il Banco ha archiviato ieri (con l’approvazione del bilancio) un 2011 di “luci e ombre”, che ha risentito della crisi economica internazionale e della paura per i titoli sovrani, ma nel quale il Banco ha anche beneficiato della “liquidità a basso costo” garantita dalla Banca centrale europea e ha dato vita alla riorganizzazione della “banca unica”. L’istituto di credito guidato da Pierfrancesco Saviotti ha chiuso il 2011 con un utile netto di 574 milioni di euro, in crescita dell’86,4 per cento rispetto ai 308 milioni del 2010. Se tuttavia si considerano le rettifiche di valore sugli avviamenti iscritti in occasione dell’operazione di aggregazione Lodi-Verona del 2007, il bilancio 2011 si chiude con una perdita di 2 miliardi 257 milioni di euro. Ieri sera l’istituto di credito ha precisato che le rettifiche sono da considerarsi «puramente contabili». L’utile netto positivo per 574 milioni testimonia il discreto andamento del Banco nel corso dell’ultimo anno, soprattutto per quanto riguarda le banche territoriali (la Bpl, ad esempio, ha fatto registrare un utile di circa 50 milioni di euro). Dolori sono arrivati nuovamente da Banca Italease (perdita di 127 milioni di euro) il cui andamento è ormai inglobato nei dati del Banco. Dal punto di vista degli aggregati, nel 2011 il Banco ha ridotto del 4,1 per cento la raccolta diretta rispetto al 2010, attestandosi a 100,2 miliardi di euro. «Il calo - ha spiegato l’istituto in una nota - risulta principalmente motivato dal fatto che i flussi di raccolta interbancaria garantiti dalla Bce hanno permesso di contenere il ricorso alle forme di raccolta a breve termine dalla clientela». È calata del 15,5 per cento la raccolta indiretta (64,4 miliardi). Gli impieghi lordi hanno registrato una flessione dell’1,1 per cento (97,5 miliardi), anche se in questo quadro sono cresciuti del 9,4 per cento i prestiti alle famiglie. Il margine di interesse - la “fotografia” dell’andamento delle attività tradizionali della banca - si è attestato a 1 miliardo 810 milioni di euro (- 0,3 per cento), sostanzialmente stabile. All’assemblea dei soci, infine, sarà proposto il pagamento in azioni (in tutto o in parte, fino al massimo di 2.065 euro) del premio di rendimento riservato ai dipendenti. Il pagamento del premio di rendimento in azioni è un’opzione che potrà essere esercitata direttamente dai lavoratori.

Lorenzo Rinaldi


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