Banco, ecco i “Paperoni” del Lodigiano

Banco, ecco i “Paperoni” del Lodigiano

Il vicepresidente Castellotti incassa 238mila euro, Erba 170mila

È Pierfrancesco Saviotti il “Paperon dè Paperoni” del Banco Popolare. Il consigliere delegato milanese, chiamato a rilanciare l’istituto di credito nato dalla fusione Lodi-Verona, nel corso del 2010 ha percepito 2 milioni 470mila euro. Il dato emerge dal bilancio dell’istituto di credito, pubblicato dopo l’approvazione da parte dei soci nell’assemblea dello scorso 30 aprile. Il bilancio 2010 del Banco permette anche di conoscere quali sono stati i compensi degli amministratori lodigiani che siedono nei due consigli di Verona: il consiglio di sorveglianza e il consiglio di gestione.

Anno d’oro, il 2010, per il vicepresidente vicario del Banco Popolare, il lodigiano Duccio Castellotti, che è anche presidente della Fondazione della Banca Popolare di Lodi. Nel corso dell’ultimo anno, Castellotti ha percepito dal Banco 238mila euro: 120 come vicepresidente vicario (dal 24 aprile in poi), 100 come consigliere, 16mila per aver presenziato ai consigli e qualche altro “spicciolo” per la partecipazione ai comitati ristretti dell’istituto di credito. Ha fatto però meglio il presidente del Banco, l’avvocato veronese Carlo Fratta Pasini, che nel 2010 ha portato a casa 518mila euro.

Tornando ai “lodigiani a Verona”, Costantino Coccoli (consigliere di sorveglianza) ha percepito un totale di 118mila euro, al collega Gabriele Camillo Erba sono andati invece 170mila euro (la differenza fra Erba e Coccoli è rappresentata dalla presenza nei comitati ristretti). Il professor Dino Piero Giarda, già presidente della Banca Popolare Italiana e oggi consigliere di sorveglianza del Banco, ha percepito 172mila euro (fino ad aprile 2010 è stato vicepresidente vicario del Banco). Al lodigiano Mario Minoja (attuale presidente della Banca Popolare di Lodi) sono andati invece 67mila euro, la remunerazione per i quattro mesi passati nel consiglio di sorveglianza. Enrico Perotti, consigliere di sorveglianza dal 24 aprile 2010, ha invece incassato 79mila euro. Chiude l’elenco dei lodigiani nel Cds il notaio Angelo Squintani, che per l’intero 2010 ha percepito 115mila euro.

Passando al consiglio di gestione (altro organo di vertice del Banco Popolare, anch’esso con sede a Verona), nel 2010 il suo presidente Vittorio Coda ha percepito 500mila euro. Solo due i lodigiani nel Cdg: uno “reale”, Luigi Corsi, uno “acquisito”, Maurizio Di Maio. Corsi ha percepito 114mila euro. Di Maio ha invece percepito 50mila euro. A questo punto occorrono due precisazioni. La prima: lo stipendio di Di Maio - amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi - è ben più alto rispetto ai 50mila euro che percepisce in qualità di consigliere di gestione del Banco. Seconda precisazione: nel 2010 la remunerazione base dei consiglieri è passata da 110 a 100mila euro. Il gettone di presenza per i consiglieri è sceso da 800 a 600 euro. È stata infine introdotta una riduzione dei compensi del presidente e del vicepresidente del Banco: Fratta Pasini e Castellotti, cifre alla mano, non possono comunque dirsi insoddisfatti.

Lorenzo Rinaldi


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