Orario ridotto in soffitta all’Auchan, ma non è certo una buona notizia

Orario ridotto in soffitta all’Auchan, ma non è certo una buona notizia

Ora al centro commerciale di San Rocco potrebbe riaprirsi il capitolo degli esuberi

Dopo dieci anni con l’orario di lavoro ridotto, finisce l’era del contratto di solidarietà all’Auchan di San Rocco al Porto. Ed è tutt’altro che una buona notizia. Dal primo gennaio i dipendenti sono tornati ai loro vecchi contratti, quelli in vigore prima del crollo del ponte sul Po il 30 aprile 2009, quando l’ipermercato viaggiava a gonfie vele e nessuno poteva immaginare la crisi che sarebbe seguita all’incidente. Il territorio spezzato in due, da una parte il Lodigiano e dall’altra il Piacentino, provocò una drastica perdita di clientela e gli ammortizzatori sociali divennero il paracadute per salvare i posti di lavoro.

In questi anni è stato fatto corso al contratto di solidarietà, e ora che l’iper è passato sotto Conad (il passaggio ufficiale avverrà la settimana prossima, ma lo è già nei fatti), la nuova proprietà avrebbe potuto chiedere il rinnovo anche per il 2020, l’ultimo essendo il “bonus” di proroghe alla fine.

Ma nonostante le sollecitazioni inoltrate dalla Filcams Cgil già ad agosto, non è mai arrivata risposta, la richiesta al ministero non è stata fatta, e il 31 dicembre sono scaduti i termini. Con la conseguenza che dal primo gennaio i lavoratori sono tornati a dieci anni fa: la maggior parte alle 24 ore ridotte in questi anni a 20, altri, pochi a dire il vero, alle 38 ore contro le 30 cui si erano dovuti abituare.

E il paradosso è che non c’è niente da festeggiare, come spiega il segretario generale di Filcams Cgil Lodi, Ivan Cattaneo: «Disdicendo Conad tutto quanto legato ad Auchan, sono venuti meno sia gli integrativi che gli accordi presi, compreso quello relativo alla solidarietà. Ciò pone ancora di più l’azienda in una condizione di crisi, in vista del taglio del 40 per cento dello spazio del punto vendita di San Rocco al Porto già annunciato. Il problema non è tanto adesso, ma andrà a ricadere sulle condizioni future, perché agli esuberi legati al ridimensionamento si andranno ad aggiungere i 24 che si erano scongiurati proprio grazie alla solidarietà».


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