“Angeli” sulle strade del Sudmilano per liberare le prostitute-schiave

“Angeli” sulle strade del Sudmilano per liberare le prostitute-schiave

La missione dei volontari dell’associazione Lule e dei Padri Somaschi

Ogni giorno e ogni notte gli angeli della strada combattono la piaga della prostituzione aiutando le vittime dello sfruttamento a cambiare vita. Parte da questo presupposto l’attività svolta dagli operatori della Fondazione Padre Somaschi e dell’associazione Lule di Milano, due realtà specializzate nell’assistenza alle schiave della tratta e dunque costrette con ricatti e violenze a prostituirsi anche sulle principali arterie di comunicazione del territorio.

Dal 1996 operano sul territorio e utilizzano un approccio opposto alla “repressione”. Cercano di aiutare, offrono un’opportunità di vita differente, «ma è difficile intervenire e i numeri di successo non sono elevati».

In particolare, Lule nel 2019 ha avvicinato 138 giovani sulla Binasca, ma non è disponibile il numero di coloro che sono riuscite a riscattarsi; l’anno precedente invece erano 13. Per quanto riguarda i Somaschi, le cinque “unità di strada” a disposizione si dividono tra la Paullese (due), la Binasca (due) e Milano (una). Svolgono quattro uscite settimanali e ogni unità è formata da tre operatori (psicologo, educatore, tirocinante), due donne e un uomo, perché spesso le donne si sentono più a proprio agio a parlare con una figura dello stesso sesso.

«I nostri approcci - spiega un’operatrice dei Somaschi - sono delicati, discreti, in modo da guadagnare lentamente la fiducia della persona seguita. Possono essere molto brevi proprio per non creare situazioni di rischio. Si lavora in queste condizioni, cercando appunto di aiutare».

L’aiuto più richiesto è quello sanitario. «Si ha la paura dei controlli sanitari - spiega l’operatrice dei Somaschi -. Noi forniamo opuscoli informativi o mostriamo anche tramite tablet le informazioni utili».

Nel Sudmilano la massima presenza di prostitute si registra sulla Binasca e sulla Paullese, le due provinciali dove la geografia dell’adescamento è declinata in un universo di nazionalità e culture diverse. I gruppi più numerosi sono quelli delle donne africane, quasi esclusivamente nigeriane; ci sono poi le donne dell’Est Europa in prevalenza romene e albanesi, equamente suddivise sulla Binasca e sulla Paullese. Sull’ex statale 415 è stata registrata anche la presenza di prostitute sudamericane, brasiliane o peruviane.

Vi sono, infine, strade come la Cerca, la Sordio-Bettola o la via Emilia dove esiste un numero importante di “lucciole”. Rispetto al passato vi sono stati cambiamenti più o meno legati a fenomeni contingenti, ad esempio con la diminuzione degli sbarchi è diminuito anche il numero di nigeriane sulla strada. Nell’ultimo biennio, inoltre, l’età media delle donne si è alzata: non ci sono più le prostitute bambine. Le ordinanze anti-prostituzione, secondo le associazioni, «non hanno avuto effetti positivi: spostano il fenomeno, non lo risolvono».


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