Ancora razzie di rame nei cimiteri, a Valera Fratta e Sant’Angelo le ultime segnalazioni
Cimiteri nel mirino dei ladri di rame

Ancora razzie di rame nei cimiteri, a Valera Fratta e Sant’Angelo le ultime segnalazioni

I ladri, che hanno colpito anche nel Pavese, sono nel mirino soprattutto i vasi per i fiori

I ladri di rame nei cimiteri arrivano anche nel Lodigiano. Dopo i casi nel Pavese dei giorni scorsi, tra Sant’Angelo e Valera Fratta, comuni al confine proprio con la provincia di Pavia, alcune persone sono entrate in azione per appropriarsi dell’oro rosso. Nel mirino alcuni vasi per i fiori. Inizialmente ad accorgersene è stata una cittadina a Valera, ma poi in tanti, anche recandosi di persona al cimitero, si sono accorti che anche a loro mancava il vaso in rame. Diversi i casi: i cittadini si sono rivolti, oltre che alle autorità militari, anche al Comune per segnalare quanto accaduto. Lo stesso è avvenuto però a pochi chilometri di distanza, a Sant’Angelo. Anche qui vasi sottratti dalle tombe. E sempre nel mirino quelli in rame, più redditizi al momento della vendita sul mercato illegale. Non è un caso che i furti siano avvenuti al confine con il Lodigiano. Come detto infatti nei giorni scorsi sono stati diversi gli episodi di cimiteri razziati.

A Monteleone a sparire sempre i contenitori per i fiori, mentre a Robbio, nella notte tra martedì e mercoledì, a sparire sono stati 60 metri di canaline per un danno che ammonta a 4 mila euro almeno. Non una novità comunque quella del furto di rame. Già in passato infatti i cimiteri del Lodigiano sono finiti nel mirino. Spesso, oltre ai pluviali e ai vasi, ad essere sottratte sono anche le statue presenti sulle tombe. Uno degli ultimi casi che ha avuto grande risonanza è stato quello nel camposanto di Maleo, ancora in epoca pre Covid, mentre a dicembre 2020 i carabinieri della compagnia di Lodi avevano denunciato 3 uomini, 2 di Vidardo e uno di Marudo, per essersi appropriati di 70 chilogrammi di rame, non solo da un’abitazione, disabitata, ma anche da una cappella gentilizia, sempre a Vidardo.


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