Ancora guai con i passaggi a livello della linea Pavia - Codogno - Cremona
Il passaggio a livello di Orio Litta (archivio)

Ancora guai con i passaggi a livello della linea Pavia - Codogno - Cremona

In settimana a Orio e Ospedaletto come nel Pavese sbarre chiuse a lungo

Non c’è pace per i passaggi a livello della linea ferroviaria a binario unico gestita da Rfi Pavia - Codogno - Cremona: dopo la tragedia del Ferragosto 2020 quando una 34enne di Pizzighettone era stata travolta da un treno a Maleo, vicenda per la quale si indaga su un grave malfunzionamento delle sbarre, settimana scorsa sono stati segnalati episodi di attese fra i dieci e anche i venti minuti ai passaggi a livello di Orio Litta, Ospedaletto Lodigiano ma anche, nella Bassa Pavese, di Chignolo e di Corteolona.

«Il problema ha riguardato il treno delle 7.30 da Pavia per Casale - spiega il sindaco di Ospedaletto Lodigiano Eugenio Ferioli -. Casualmente ero anche io fermo in auto in attesa di superare i binari e ho notato che le sbarre sono rimaste chiuse almeno 9 minuti, quando di solito sono 5. All’ora di punta però questo ha comportato disagi in paese. In passato avevamo segnalato i problemi dei tempi che erano più lunghi di adesso e qualche giorno dopo, senza che nessuno dicesse nulla al Comune, erano diminuiti. A quanto ne sappiamo i due passaggi in mezzo al paese sono collegati e azionati dal treno, mentre quello oltre il cavalcavia dell’autostrada sarebbe automatico. Cosa sarebbe successo settimana scorsa, però, non lo sappiamo».

«Credo che il problema risalga addirittura a lunedì scorso - racconta il sindaco di Orio Litta Francesco Ferrari -. Ma non è neppure l’unico di questa linea: una famiglia è venuta a lamentarsi in municipio spiegando che il proprio figlio, studente diretto a Casalpusterlengo, non era stato fatto salire sul treno arrivato da Pavia perché era già al completo. Ci siamo informati con la polizia ferroviaria e ci hanno spiegato che attualmente non ci sono limitazioni di capienza dovute all’emergenza covid, e quindi il problema è la mancanza di carrozze. Dato che a rischiare di rimanere a piedi sono i nostri studenti, che hanno l’abbonamento, non credo che per Trenord sia difficile avere i numeri dei posti necessari. Parliamo di diminuire traffico e inquinamento e poi lasciamo una linea ferroviaria in queste condizioni. Non ha senso».n 
Carlo Catena


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