Amava la collina e il suo vino, il Borgo piange Gianfranco Tosi

Amava la collina e il suo vino,

il Borgo piange Gianfranco Tosi

Ex assessore e medaglia d’oro del premio Isimbardi

Il vino e la collina. Ma non solo: qualsiasi elemento potesse valorizzare il Borgo Insigne, a partire dalla sua amata banda, perché poche persone volevano bene a San Colombano come Gianfranco Tosi. La notizia della sua morte venerdì ha lasciato un grande vuoto in paese.

Ex assessore, ambasciatore delle Città del Vino, di cui era stato a lungo coordinatore nazionale, premiato con la medaglia d’oro del premio Isimbardi della Provincia di Milano, il suo curriculum amministrativo è vasto, con una presenza in consiglio comunale lunga 19 anni, e un ruolo, quello di assessore all’Agricoltura, che sembrava tagliato su misura per lui. Socialista di vecchia data, non aveva mai rinnegato la sua appartenenza politica, pur valutandola anche da una prospettiva critica. Ma ogni ragionamento sugli incarichi ricoperti vale ben poco per chi lo ha conosciuto. Gianfranco Tosi si è speso tutta la vita a favore della comunità banina, guardando sempre alle potenzialità delle forme aggregate di partecipazione alla vita sociale e amministrativa. Così era passato con lo stesso entusiasmo dalle vecchie lotte dei pendolari alla creazione della banda di San Colombano, che aveva contribuito in modo determinante a far nascere e nella quale era rimasto per 23 anni, fino al 1996, come consigliere. Fu lui a volere e a spingere per il corpo delle majorette che negli anni Ottanta divenne orgoglio banino.

Il suo impegno più forte, e quello che gli è valso riconoscimenti di livello nazionale, è stato a favore del vino e della collina di San Colombano. Fu tra coloro che spinse per la denominazione d’origine controllata e fu fautore della nascita del Parco della Collina. Fortemente convinto del ruolo ampio del vino in senso turistico, volle l’adesione di San Colombano all’Associazione Nazionale Città del Vino e poi favorì l’ingresso dei vicini comuni di Graffignana e Miradolo. Nelle Città del Vino fu coordinatore regionale per la Lombardia, poi consigliere nazionale e infine coordinatore nazionale degli Ambasciatori delle Città del Vino, che riunisce personaggi ed ex amministratori che hanno portato lustro al mondo del vino italiano, nel quale Tosi poteva contare su amicizie importanti e sincere.

Uomo di grande passione civile, il suo cruccio maggiore negli ultimi anni, già segnato dalla malattia, è stato quello di non aver saputo o potuto trasmettere ai giovani l’ardore dello stare insieme per la comunità. Classe 1944, sposato con l’inseparabile moglie Rosy, due figli, era molto conosciuto non solo a San Colombano, ma in tutto il Lodigiano e nel Milanese. Dal 2009 in poi aveva progressivamente ridotto i suoi impegni pubblici, ma non gli era venuta meno la verve, tanto che aveva sempre una nuova idea di cui voleva parlare con il sindaco o gli amministratori di turno, sempre per valorizzare San Colombano, la sua collina e la sua comunità.

Da anni malato, nelle ultime settimane si era aggravato, fino alla notizia della morte di ieri, rimbalzata subito nel ricordo pubblico dell’amministrazione comunale di San Colombano e dell’Associazione Nazionale Città del Vino. San Colombano ha perso un banino vero.


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