Alla ex Hexion di Codogno iniziate le opere di demolizione
Sono iniziati i lavori di demolizione alla ex fabbrica Hexion

Alla ex Hexion di Codogno iniziate le opere di demolizione

Rase al suolo le strutture fatiscenti che ospitavano alcuni senzatetto

Il container dove dormiva Alessandro Polenghi è stato messo in un angolo insieme ai rottami, nel piazzale dell’ex Hexion raso completamente al suolo. Sul cancello del sito chimico dietro la stazione ferroviaria un cartello riporta l’ammontare dei lavori, 15mila euro è costata la demolizione della vecchia portineria e dell’edificio lungo i binari che per mesi sono stati la casa di due coppie di romeni.

Il 43enne, che ha perso entrambi i genitori e il lavoro alla Lever a seguito di vicissitudini personali e si è trovato in mezzo a una strada, aveva trovato rifugio nel container senz’acqua, luce né gas. Scaldandosi con l’alcol e l’accendino e mangiando cibi freddi. Non potendo far altro, non essendoci i mezzi per cucinare. Ha passato qui due inverni e adesso non si sa dove sia andato. A un certo punto a dare “fastidio” erano arrivati Buco e Margherita, marito e moglie romeni. All’inizio dormivano nella sala d’aspetto della stazione, poi sono stati cacciati e così hanno attraversato i binari e si sono accampati nella costruzione alla sinistra del cancello, che adesso è stata buttata giù. Come la reception sul lato opposto dove mesi fa si era fermata un’altra coppia di romeni, la metà degli anni almeno di Buco e Margherita. La ragazza aspettava un bambino e per qualche mese la gravidanza l’aveva portata avanti dentro il casotto fatiscente, che “di buono” però aveva una bombola del gas per scaldarsi. Di “buono”. Si fa per dire. È un miracolo non sia successo niente. Un cortocircuito. Un qualunque incidente. Poi un giorno se ne sono andati via. Non erano i primi per la verità di passaggio. Una domenica qualcuno, venendo a curiosare, aveva trovato anche un bambino piccolo e un cane dietro il cancello. E il lunedì erano già spariti. Ma mesi fa l’ex stabilimento chimico è stato anche teatro dei giochi pericolosi di minorenni. I residenti avevano dato l’allarme e i carabinieri erano andati a controllare. Allora Polenghi viveva ancora lì dentro. Ora apparentemente non più. Perché nessuno lo sa se non avendo altro posto dove andare, ci passi le notti. Ma le demolizioni dei giorni scorsi lasciano presagire che fosse anche così, sarà ancora per poco.


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