Al lavoro con 10 gradi sotto zero

Si lavora a meno 10 e dopo un sopralluogo dell’Asl la Samar Divisione Innocenti Depositi Srl di cascina Carazzina a Lodi chiude un reparto. Gli ispettori del Servizio prevenzione sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Asl di Lodi sono intervenuti nella logistica lodigiana mercoledì, dopo la segnalazione partita dai Si Cobas sulle condizioni estreme in cui i lavoratori erano costretti a prestare la loro opera.

«Sarebbe giusto lavorare in condizioni normali, con temperature accettabili, e in questa situazione si può capire qualche disagio, ma fare servizio a -10 o -12 gradi è inaccettabile - dice Fulvio Di Giorgio dei Si Cobas -. Già ci sono tanti problemi contrattuali, in più si fanno lavorare i dipendenti in condizioni bestiali, e questo non va bene. Ed è scandaloso che i sindacati confederali tanto lesti negli accordi sui contratti non abbiano niente da ridire su queste situazioni».

Il reparto interessato dal grande gelo è quello del Conto lavoro, dove si confezionano i prodotti, e le cause del freddo non sarebbero da imputare solo alle temperature glaciali di questi giorni. «Nel reparto non ci sono bocchettoni per l’aria calda né riscaldamento di alcun tipo - dice un lavoratore -. Solo nei pressi delle lampade di linea la temperatura si alza un po’, ma appena lontano si va sotto lo zero». Per questo motivo è partita la segnalazione all’Asl, che è intervenuta con i suoi ispettori. «Sull’esito del sopralluogo vige il riserbo perché comunque si tratta di un’istruttoria: se sono state rilevate irregolarità saranno comminate le sanzioni previste - dicono dal Servizio prevenzione sicurezza negli ambienti di lavoro -. Posso però escludere che sia stato un provvedimento dell’Asl a bloccare la produzione nel reparto. Piuttosto, l’azienda ci ha fatto pervenire un protocollo interno per migliorare le condizioni di lavoro e a quanto ci risulta ha scelto di sospendere momentaneamente le lavorazioni del reparto fino all’applicazione stessa delle misure previste nel protocollo».

Di fatto ieri il reparto è stato chiuso e si attende di capire se ora l’azienda aspetterà il passaggio di questa eccezionale ondata di freddo tenendo a casa i lavoratori oppure se applicherà subito le misure previste. Al momento i dipendenti coinvolti sono una ventina sugli ottanta circa di tutta la fabbrica, tutti ancora sotto contratto con la cooperativa Csa di Casale.

Intanto, la Cisl respinge al mittente le accuse. «Purtroppo nelle fabbriche logistiche in questi giorni le condizioni di lavoro sono davvero difficili a causa del gelo, perché per la peculiare attività si sta all’aperto o comunque a contatto con l’aperto per il via vai delle merci - dice Giorgio Tornusciolo della Cisl -. Si tratta di capire quale è il punto di equilibrio tra le difficili condizioni di lavoro e la necessità per questi lavoratori di continuare ad andare in fabbrica, senza perdere giornate di lavoro e quindi di stipendio. Sono entrambe due esigenze forti e necessarie». La ditta è stata contattata telefonicamente diverse volte ieri per un commento, ma i telefoni sono squillati sempre a vuoto.


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