Lo scempio dell’Acquapark arriva sul tavolo del nuovo sindaco di Pantigliate
Il completo abbandono dell’Acquapark, centro sportivo

Lo scempio dell’Acquapark arriva sul tavolo del nuovo sindaco di Pantigliate

Franco Abate: «La riapertura è uno dei primi obiettivi, ma serve coraggio»

Una spina nel fianco, ferita mai rimarginata e tarlo costante di chi per anni ha cercato di mettere la parola fine ad una vicenda che «a guardarla dall’esterno ha quasi dell’incredibile, ma che è frutto di miopia e imprevidenza, errori che non vogliamo e non possiamo ripetere». Franco Abate, neo eletto sindaco di Pantigliate, quella ferita la conosce bene. Si parla 30mila metri quadrati di divertimento, fitness, centro termale e centro sportivo che fino al 2014 rappresentavano un fiore all’occhiello per il comune abbarbicato lungo la statale Paullese, punto di riferimento dell’intero Sudmilano capace di attirare, in estate soprattutto ma non solo, centinaia di bagnanti che rendevano reale lo slogan del centro: “La tua vacanza in città”.

Aperto all’inizio del 2000, l’Acquapark di Pantigliate ha avuto un successo esplosivo sin dai primi tempi. Un “boom” che, quasi inspiegabilmente, si è interrotto a partire dal 2013 con un lento, triste ed inesorabile declino. Fino al tracollo, e alla chiusura, nel 2014, per quella che sembrava una sorta di “pausa di riflessione”.

«Stiamo lavorando, riapriremo presto» era la risposta ripetuta a più voci ancora nel 2015. Ma da allora ad oggi in realtà «non si è riusciti a trovare operatori seri - dice adesso Abate - capaci di offrire quelle garanzie necessarie affinché non si ripeta l’implosione che ha portato alla situazione attuale».


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