Accusati di stupro, ora chiedono i danni

Accusati di stupro, ora chiedono i danni

Due lodigiani e un pavese erano rimasti quasi un mese in carcere

Erano rimasti in carcere quasi un mese, con il peso di un’accusa infamante: violenza sessuale di gruppo. Ora per i due ragazzi lodigiani (D.P. di 18 anni di Pieve Fissiraga e un minorenne di Lodi) e il pavese D.G. di 24 anni, arrestati lo scorso settembre in base alla denuncia presentata ai carabinieri da una ragazza di 21 anni di Varedo, che i tre avevano conosciuto in internet, è arrivata l’archiviazione. E tutti ora, insieme agli avvocati, sono pronti a chiedere i danni allo stato per “ingiusta detenzione”. «Stiamo ancora valutando come muoverci, ma comunque i margini per procedere in questo senso ci sono tutti - spiega l’avvocato Roberto Rota, difensore del minorenne -. I ragazzi avevano detto subito di essere innocenti, ma la procura ha aspettato 21 giorni prima di controllare e verificare quello che avevano detto. Nel frattempo li hanno tenuti in carcere. Poi, al 21esimo giorno, hanno scoperto che la ragazza si era inventata tutto e così lì hanno scarcerati». Teoricamente sarebbe possibile procedere anche contro la 21enne, per “calunnia”, sia in sede civile che penale.

L’incontro fra il gruppo di amici e la ragazza avviene il 5 agosto dello scorso anno. Sei mesi fa. Di sera i due lodigiani e il pavese (di Gerenzago) raggiungono a Varedo la 21enne conosciuta in chat e con lei si appartano in un parcheggio distante circa 800 metri dalla casa di lei.

Una volta tornata a casa, però, la ragazza scoppia in lacrime e racconta alla madre di essere stata violentata. Così va dai carabinieri a fare la denuncia e dopo un mese, all’inizio di settembre, scattano gli arresti. Lei aveva detto che in due, il 17enne di Lodi e il 24enne Pavese, avevano abusato di lei, mentre il 18enne di Pieve era rimasto in disparte filmando la violenza con un telefono cellulare.

I tre amici fin dall’inizio forniscono la stessa versione, confermando l’incontro ma spiegando che il rapporto era stato consensuale, senza nessuna violenza. Nonostante questo i tre restano più di venti giorni in carcere con questa accusa infamante. Nel frattempo però gli avvocati difensori raccolgono prove a loro favore: Antonello Martinez, del foro di Milano, che difende D.P. di Pieve, riesce a dimostrare che non esiste nessun video per il semplice fatto che il cellulare che il 18enne aveva in mano quella sera non era in grado di fare filmati (lui stava semplicemente mandando messaggi agli amici); inoltre nei computer sequestrati vengono trovati immagini e video che ritraggono la ragazza in atteggiamenti erotici e provocanti. Infine, le perizie psicologiche disposte dal pm fanno emergere tutte le contraddizioni nel comportamento della 21enne e la dichiarano “inaffidabile”. In altre parole, si sarebbe inventata tutto.

Ora, a sei mesi di distanza, la procura di Monza ha disposto l’archiviazione per i due maggiorenni, mentre il 17enne attende per questa settimana lo stesso provvedimento dal tribunale dei minorenni di Milano.

Dopo un mese di carcere e la gogna mediatica sono stati prosciolti: è stata infatti archiviata la posizione dei due ragazzi di Lodi e di Pieve Fissiraga che, insieme a un altro giovane di Pavia, erano stati accusati di violenza sessuale di gruppo su una 21enne di Varedo conosciuta su Internet. Ora sono intenzionati a chiedere i danni


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