Accordo in Banca Centropadana, non ci saranno licenziamenti
La sede della banca Centropadana in corso Roma a Lodi

Accordo in Banca Centropadana, non ci saranno licenziamenti

Grazie al ricorso al Fondo di solidarietà la trattativa si è conclusa senza interventi sulle condizioni economiche dei dipendenti

Prepensionamento e passaggio in altre banche o nella Capogruppo Banca Iccrea, nessun licenziamento. Si è chiuso venerdì l’accordo tra banca e organizzazioni sindacali per i 31 esuberi indicati in fase di procedura a dicembre da Bcc Centropadana. Non vi sono ulteriori interventi sulle condizioni economiche e contrattuali dei dipendenti, come pure sembrava possibile. «Alla fine si è raggiunto un compromesso che salvaguarda tutti i posti di lavoro e i diritti maturati», il commento della Fabi di Lodi.

A dare la svolta alla trattativa è stato il ricorso al Fondo di Solidarietà del sistema bancario, procedura che l’Istituto ha provato a non percorrere (perché onerosa, 2,7 milioni la spesa totale) ma che alla fine si è rivelata la carta giusta per l’intesa con i sindacati. Il Fondo di Solidarietà accompagnerà alla pensione (13 entro giugno, 2 entro settembre) 15 lavoratori volontari, che avrebbero maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025. Altri 13 lavoratori passano nelle Bcc cessionarie, oltre ai colleghi per i quali era già previsto il trasferimento: 9 vanno in Emilbanca, 1 passa al Credito Padano, e 3 infine saranno alle dipendenze di Iccrea Banca, la capogruppo che ha seguito passo dopo passo tutta la complessa e lunga trattativa. Nella procedura è già avvenuta la cessione della filiale di Milano con 6 dipendenti a Bcc Milano e di quella di Pizzighettone con 5 unità al Credito Padano, ed entro l’anno avverrà quella delle agenzie di Pontecurone e Tortona, in provincia di Alessandria, con 5 dipendenti a Banca d’Alba e delle nove filiali emiliane (Borgonovo Val Tidone, Castel San Giovanni, Fiorenzuola d’Arda, Piacenza e Piacenza 3, Rivergaro, San Nicolò di Rottofreno, Trevozzo di Alta Val Tidone, Vicobrano di Ziano) con 44 dipendenti a Emilbanca. Alla fine del percorso si passerà dai 341 dipendenti di dicembre a poco meno di 250 (compresi alcuni pensionamenti anticipati). Lo snellimento è funzionale a una miglior sostenibilità del costo del lavoro, anche in vista del matrimonio con Bcc Borghetto.

«Abbiamo chiuso un’intesa importante senza che la banca mettesse le mani nelle tasche dei dipendenti: non ci sarà alcun intervento sulle condizioni economiche o contrattuali dei lavoratori – commentano Ettore Necchi e Mario Nava, coordinatore e vice-coordinatore Fabi Lodi -. Siamo riusciti ad ampliare la platea di potenziali aderenti al Fondo, la Banca ci è venuta incontro alzando il budget, e alla fine i numeri sono tornati, con soddisfazione di tutti. Per il sindacato è un risultato importante e non scontato».


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