A Sant’Angelo edifici abbandonati in cerca di un futuro
L’ex Consorzio agrario, che sta per essere raso al suolo

A Sant’Angelo edifici abbandonati in cerca di un futuro

Partita la demolizione dell’ex Consorzio, resta da risolvere, tra gli altri, il nodo delle cascine, del municipio due, dell’ex deposito della Sila

Per anni qui non si è visto nessuno. Il complesso è rimasto immobile, vento e polvere a parte. Oggi invece qualcosa si muove intorno all’ex Consorzio agrario di Sant’Angelo e l’avvio delle opere di demolizione del sito a ridosso della direttrice di via Mazzini e di piazza Duca degli Abruzzi - l’ex piazza della pesa - , portano anche una ventata di futuro e cambiamento per il centro città.

Se qui il futuro è all’orizzonte, sono diversi invece gli storici complessi di proprietà privata dove invece la rinascita sembra ancora lontana. A poca distanza dall’ex Consorzio - in linea d’aria a pochi metri, oltre piazza degli Abruzzi - c’è l’ex municipio denominato due, edificio che, come quello adiacente, che è invece di proprietà comunale e interessato dai lavori di restyling, ha ospitato il Comune di Sant’Angelo. Nel 2009 la decisione di palazzo Delmati - parecchio contestata - di alienare l’intera area: in programma ci sono nuove case in pieno centro cittadino. Undici anni dopo, però, l’edificio è ancora al suo posto e del cambiamento atteso non ci sono ancora avvisaglie. Il parcheggio dell’area di proprietà privata è ancora uno dei più importanti bacini di posti auto a uso pubblico a servizio del centro e purtroppo i vandali si sono scatenati sia sull’edificio sia sulle strutture di completamento. L’ex comune oggi ha finestre rotte, scritte ovunque e oggi una delle porte di accesso, in legno, ha anche un buco che consente di scorgere il vecchio corridoio comunale e quel che è rimasto all’interno, come un vecchio computer a tubo catodico abbandonato in un angolo.

Tra le aree private ancora in attesa di un recupero, c’è l’ex deposito Sila, incuneato tra via Cavour e la circonvallazione interna di viale Zara. Il destino, in questo caso, è legato al fallimento dell’ex società di trasporti lombarda - attiva dal 1954 al 2010 - e il bene rientra tra quelli finiti all’asta nella procedura Pasfin spa. In passato le barricate in legno poste a tutela del bene - per evitare ingressi illegali - sono state in più occasioni danneggiate e ripristinate; oggi invece è la natura a vincere e a riprendersi spazi. Tanto che le cime di alberi sempre più alti sbucano fuori dalle palizzate che sembrano celare un piccola foresta di città.

Natura protagonista anche in quel che resta dell’ex fonderia Manzoni di via Statuto: qui è stato approvato anni fa un piano per la trasformazione residenziale dell’ex sito produttivo, che però non è ancora diventata realtà. Tutto fermo - salvo i pezzi che rischiano di cadere al suolo per l’usura del tempo - anche intorno agli ex gioielli rurali delle cascine Musella e Musellina, ai confini della città, in direzione della provinciale 235. Tra gli immobili privati vuoti da tempo anche l’ex Mutua nella zona residenziale di via Puccini, mentre al passato recente risale lo stop alle attività della Genetica in via Forlani, con spostamento dei dipendenti nel capoluogo, lasciando di fatto un altro grande immobile in città. Si svuoterà a breve anche il magazzino comunale di via Bolognini, dopo l’acquisto da parte di palazzo Delmati di un nuovo capannone da destinare allo scopo e a sede della Protezione civile.


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