A San Colombano una festa in “chiaroscuro”, pochi arrivi da fuori paese
Alcuni momenti della festa ieri a San Colombano fra il castello e le cantine del vino (Ronsivalle)

A San Colombano una festa in “chiaroscuro”, pochi arrivi da fuori paese

Circa 4mila accessi complessivi, ma solo 600 agli stand del vino, pochi i calici venduti

Festa in chiaroscuro per gli eventi di San Colombano che domenica sostituivano la tradizionale festa dell’Uva. Poco meno di 4mila gli accessi ufficiali alle due manifestazioni, tanta gente di San Colombano accorsa a vedere le allegorie in cartapesta delle compagnie dei carri, pochi appassionati agli stand del vino Doc, in generale pochi visitatori da fuori paese. L’affluenza è stata ordinata per tutto il giorno, con il notevole dispiegamento di forze dell’ordine rimasto sostanzialmente inattivo.

Il taglio del nastro ieri mattina in via Belgioioso nell’area carri è stata una cerimonia semplice, guidata dal sindaco Giovanni Cesari. Gli eventi organizzati da Comune e Pro loco insieme al Gruppo Carri e al Consorzio San Colombano Doc sono stati lontani parenti di quelli tradizionali della Sagra dell’Uva, a prevalere la prudenza in chiave anti-Covid. A preoccupare erano i possibili assembramenti, ma di fatto non se ne sono visti. Le manifestazioni ridotte, il rinvio di una settimana e da ultimo il meteo di ieri, con diversi scrosci di pioggia e un acquazzone alle 16, hanno frenato l’affluenza.

Nel parcheggio e nel parco superiore del Castello le sei compagnie dei carri hanno proposto le loro allegorie in formato ridotto, 5 per 4 metri, senza sfilata, ma con i classici movimenti e con gli spettacoli d’accompagnamento. La volpe, il scimmione, la nascita di Venere sono stati riproposti in cartapesta dalle compagnie. Oltre 3mila gli accessi registrati in tutta la giornata, con un contingentamento a 1000 presenze contemporanee, mai raggiunto. Meno bene è andata agli stand del vino: ottimo l’allestimento nel cortile nobile del Castello, ma pochi i visitatori. Poco più di 600 gli ingressi ufficiali, meno i calici venduti (10 euro, tre assaggi). Le persone ammesse contemporaneamente erano 200, ma solo attorno alle 18 si è raggiunta la saturazione. Con la bassa affluenza la giornata è stata tranquilla sul versante dell’ordine pubblico: solo un ragazzo fermato con 13 grammi di marijuana ha dato da fare ai carabinieri. «È andata bene così, considerando le mille difficoltà di quest’anno - spiegano Diego Rossi e Monica Ferri della Pro loco -. Con un meteo diverso, senza rinvio, avremmo potuto avere il doppio delle presenze, che poi sono sempre difficili da misurare. Però le compagnie dei carri hanno lavorato bene, ed erano contentissime. E già questo è un risultato importante. Speriamo che l’anno prossimo si possa tornare a un’edizione completa». Gli eventi si sono chiusi alle 19, di fatto senza le code di ubriachi e facinorosi degli ultimi anni.


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