A Lodi la celebrazione dell’Assunta in Cattedrale
Il vescovo Malvestiti domenica mattina durante la celebrazione in Cattedrale per l’Assunta (Borella)

A Lodi la celebrazione dell’Assunta in Cattedrale

Nella preghiera del vescovo Maurizio un’invocazione per l’Asia e in particolare per l’Afghanistan

La Pace per l’Asia e in particolare per l’Afghanistan, la preghiera per chi non ha nulla e per chi è solo ancora di più a Ferragosto. Per il Sinodo che si aprirà il 17 ottobre. Ecco la festa dell’Assunta nella Cattedrale di Lodi: festa patronale e solennità in comunione con la Chiesa universale. “Celebrando l’assunzione di Maria in corpo e anima si fa strada un paradosso: la dialettica tra cielo e terra, corpo e anima, ragione e fede, azione e contemplazione, immanenza e trascendenza, tempo ed eternità. L’Assunzione di Maria segnala, più che il conflitto, la possibile armonia in questa dialettica, e particolarmente in questo giorno sottolinea l’armonia tra corpo e anima”. Così ha affermato il vescovo monsignor Maurizio Malvestiti presiedendo alle 9.30 la Messa, concelebrata dai sacerdoti della Cattedrale e dal parroco monsignor Franco Badaracco. “L’esperienza storica che stiamo vivendo ripropone con forza questa dialettica: da un lato abbiamo assistito ad un autentico spettacolo di umanità, le Olimpiadi e l’Italia con le 40 medaglie nella festa che hanno vissuto tutti i popoli. Abbiamo visto l’inscindibilità tra corpo e spirito, decisivi ambedue per ottenere i traguardi desiderati, ma traguardi sempre portatori di un oltre che appaghi ancora di più e possibilmente il senso pieno e definitivo. È così la nostra vita, ad ogni traguardo desidera qualcosa di più. Ma uomini e donne sono tanto fragili e l’umanità non riesce a fermare i contagi e si barcamena in questa situazione”.

Su quella che ha chiamato “la sfida del corpo e delle anime degli uomini e delle donne”, il vescovo ha proseguito: “Noi aspiriamo ad una vera libertà, e incontriamo nel cammino fisico e spirituale, violenze su violenze, mentre l’umanità vorrebbe danzare nella pace. Talora siamo in lotta con il nostro corpo, siamo in esso tragicamente bloccati, e ci chiediamo se rimane almeno il cuore. Corpo e anima sono salvati al di là di ogni apparenza, da colui che ha concluso a notte notturna di Giacobbe con l’angelo e che è metafora della vita”.

Al termine la benedizione papale con la possibilità dell’indulgenza plenaria. Sempre per le feste patronali nell’Assunta, oggi il vescovo celebra a Castiglione alle 11 e a Turano alle 18.


© RIPRODUZIONE RISERVATA