A Dresano nasce la scuola senza zaino, per imparare divertendosi

A Dresano nasce la scuola senza zaino, per imparare divertendosi

Un nuovo metodo di apprendimento introdotto per ora in una quarta

Una scuola più leggera, un modello che rivoluziona la didattica tradizionale. A Dresano è attiva una proposta formativa «più flessibile nei ritmi e riorganizzata nelle attività» spiegano le insegnanti. Si tratta di una tipologia d’apprendimento molto vicina alla “Scuola senza zaino” sperimentata già da alcuni anni in Toscana, ma che negli ultimi tempi viene applicata in diversi istituti scolastici italiani. E tra questi c’è anche la “versione personalizzata” della 4 B della scuola primaria Giovanni XXIII di via delle Margherite, dove le insegnati Viviana Rossi e Virna Maltoni hanno trasformato la classe in una sorta di villaggio multifunzionale dell’apprendimento, con lezioni frontali ridotte, banchi che diventano tavoli di gruppo, un’area dedicata al gioco-studio della matematica e poi una piazza. Già, una zona che si chiama appunto agorà (“piazza”, in greco) in cui i 23 alunni possono leggere in silenzio, confrontarsi, dialogare. Insomma, imparare divertendosi. Perché una delle finalità di questo progetto didattico è proprio di stimolare i ragazzi alla cultura e all’impegno comune.

Nella pratica, a scuola si va senza libri, lo zaino si porta in classe il lunedì e si riporta a casa il venerdì, tutto il materiale si trova in aula e deve essere condiviso. Abolita la cattedra per l’insegnante, la spiegazione frontale ha un tempo prestabilito, poi si lavora in gruppi da 6. Ogni tavolo, che prevede sempre una sedia libera per il passaggio dell’insegnante, svolge un’attività personalizzata.

«Proponiamo un metodo di apprendimento che non toglie capacità ai bambini, anzi. Il desiderio è quello di dare loro uno strumento di comprensione maggiore, senza trascurare le abilità di base - proseguono le insegnanti -. Anche per noi è una sperimentazione continua, verifichiamo l’efficacia dei metodi proposti, spesso sono le domande degli alunni a indirizzarci verso l’esercizio. L’obiettivo è fare in modo che l’apprendimento avvenga soprattutto in classe». Per i compiti a casa il criterio è diminuire il carico per lasciare spazio ad attività extrascolastiche e al riposo. «Il lavoro principale è fatto in aula, ma abbiamo scelto di lasciare comunque i libri anche per aiutare i genitori nel supporto allo studio. Il progetto è apprezzato dalle famiglie. Ci muoviamo un passo alla volta, tutti hanno bisogno di entrare nell’ottica delle novità e comprendere». Punto fondamentale del progetto: una valutazione che vada al di là del numero.


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