89 aziende schiacciate dalla crisi

Il 2011 è stato l’anno nero dei fallimenti nel Lodigiano e nel Sudmilano: sono state ben 89 le sentenze pronunciate dal tribunale civile di Lodi in soli 12 mesi, e nel palazzo di giustizia si ricorda solamente un altro periodo in cui i crack delle imprese sembravano susseguirsi senza soluzione di continuità: erano stati gli anni 1993-1994, anch’essi segnati dalla crisi economica, ma allora il registro delle imprese fallite si era fermato al fascicolo numero 60. L’anno passato, quindi, ha fatto segnare un incremento del 50 per cento rispetto alla congiuntura di quasi vent’anni fa. E anche i dati delle prime settimane del 2012 non fanno ben sperare.

Da un’analisi dei settori merceologici delle imprese i cui titolari hanno dovuto portare i libri in tribunale, emerge che un terzo operavano nei settori delle costruzioni, dell’edilizia e della carpenteria metallica, ben 30.

Al secondo posto, a sorpresa, gli alimentari, a quota 9 fallimenti, seguiti da metallurgia, metalmeccanica, ed elettromeccanica, a quota 7 crack, da elettricisti, venditori di elettrodomestici e installatori di impianti, con 5 fallimenti dichiarati, e poi ancora dalla logistica, con 5 imprese chiuse (tre delle quali afferenti al medesimo gruppo) e dei trasporti, con 4 attività cessate, tra le quali storici spedizionieri nazionali e imprese individuali. Tre le aziende fallite nel settore dei servizi alle imprese, altrettante si occupavano di arredamento e tendaggi, e hanno chiuso le serrande anche tre fra concessionari e noleggiatori di auto e moto. Due delle ditte fallite si occupavano, inoltre, prevalentemente di compravendite immobiliari, altre due gestivano supermercati, e poi ancora le sentenze che dichiarano la morte dell’impresa e aprono la strada alla convocazione dei creditori per liquidare il poco che rimane hanno riguardato una riseria, un’azienda chimica, una verniciatura industriale, una lavanderia, un produttore di ceramica, un’azienda tessile, un ristorante di Lodi e un centro di dimagrimento nel Basso Lodigiano.

Hanno dovuto portare i libri in tribunale anche una società di investigazioni e “antitaccheggio” di San Giuliano Milanese e perfino una ditta intestata a una cinese.

Riguardo alla localizzazione delle sedi, legali od operative, delle ditte fallite, al primo posto troviamo Lodi, con dieci sentenze di fallimento, al secondo, a quota nove, San Giuliano Milanese, terzo Melegnano, con otto, quarto Sant’Angelo, con sette, quinto Codogno a quota sei, sesti, ex aequo, Casalpusterlengo e Cornegliano Laudense, con cinque, settimo posto per Somaglia, a quota quattro crack. Ecco il resto della mappa: un fallimento a Bertonico e a Borghetto, due a Castiglione, uno a Castiraga Vidardo, Cavenago, Cerro al Lambro, Dresano e Fombio, due a Graffignana, Guardamiglio, Locate Triulzi e Lodi Vecchio, uno a Maleo, due a Marudo, uno a Massalengo e Merlino, due a Mulazzano, uno a Salerano, due a San Colombano, San Martino in Strada e Secugnago, uno a Senna Lodigiana, Valera Fratta e Zelo Buon Persico.


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