L’album di Graziella in punta di lapis

Amedeo Anelli

Il lapis con cui in Nino e gli altri sono tratteggiate le poesie di Graziella Tonon dà qualità figurale a una materia osservativa e testimoniale e per certi versi paradossale. Materia che si fissa in brevi considerazioni, in immagini nette e sbalzate. La misura è breve, rapita e precisa. Una poesia fatta di fugaci movimenti del sentire, fogli d’album, che si danno con nitore sulla pagina in un quaderno memoriale e affettivo. Ogni altra considerazione o riflessione però è tenuta a distanza nella pura raffigurazione verbale. Anche il tempo è decettivo e indeterminato, un quasi-collages, in questo raffigurare dato dall’eterno presente del considerare. Speculare è la presenta del lettore, la vera partecipata presenza della forma. Una poesia calligrafica con il peso di un oggetto verbale. Per tutte le poesie: «È sempre qui / nel palmo della mano / l’ultima carezza / tenera soffice piena // come in un nido vuoto / le piume».

Graziella TononNino e gli altriLa Vita Felice editore, Milano 2016, pp. 74, 13 euro

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