L’esordio “assordante” di Fabio Ivan Pigola

Marco Ostoni

Riscoperte, ristampe ma non solo nel giovane catalogo delle Edizioni della Sera di Stefano Di Giovinazzo, piccolo editore con alle spalle già alcuni “colpi” di valore fra cui L’asino morto di Jules Janin e La via del vizio di Bram Stoker. Sugli scaffali da qualche settimana il torchio capitolino ha collocato l’interessante romanzo d’esordio di Fabio Ivan Pigola, storia di un 16enne che nel pieno dell’età che più predilige il chiasso e i rumori - lui che è oltretutto chitarrista in una band e spera in un futuro nella musica - si trova a dover affrontare il dramma di una sordità senza via di ritorno. Un handicap beffardo e crudele, ma che il ragazzino affronta con coraggio e determinazione, aggrappandosi agli amici e a quella stessa musica di cui – persi irrimediabilmente i suoni – trattiene con tenacia la memoria, combattendo con essa un silenzio altrimenti intollerabile. Il libro ha il merito di toccare con il giusto understatement un tema difficile e l’autore è abile a collocarsi nei panni (e negli anni) del protagonista; peccato solo per qualche eccesso espressionistico in una scrittura per il resto piana e curata.

Fabio Ivan PigolaLa forma fragile del silenzioEdizioni della Sera, Roma 2016, pp. 155, 13 euro

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