«C’è chi viaggia su una nave da crociera e chi su una barca a remi»

«Non siamo tutti sulla stessa barca»

Da Maleo una lettera aperta al presidente Conte

Buonasera Presidente del Consiglio Conte, sono una semplice cittadina di Maleo (Comune della prima zona rossa), ho vissuto quindi questa situazione già dai primi giorni. L’ho sempre seguita, fin dall’inizio, fin dai suoi primi discorsi... la sento spesso dire “siamo sulla stessa barca”, mi scusi se mi permetto ma io non credo sia così: c’è chi è su una nave da crociera e chi è su una barca a remi... c’è chi ha la possibilità di fare il tampone e di ricevere l’esito in brevissimi tempi e chi si sente dire “non è necessario, stia in casa”. Al TG sento spesso numeri: contagiati, guariti, morti (siamo in calo, siamo in crescita), va bene... la stampa, il Governo... deve fare anche questo, non è un lavoro facile, lo so, ma per noi persone semplici, “normali”, quei numeri sono persone, conoscenti, amici, parenti...

Sono una figlia: i miei genitori sono cardiopatici e mia mamma ha già avuto un ictus... li saluto ogni giorno suonando il campanello, io sto fuori dal cancello, loro vengono alla finestra... mio papà viene in cortile per “lanciare” una caramella da lontano al suo nipotino di sei anni;

Sono una moglie: mio marito lavora in una piccolissima azienda e... bisogna andare al lavoro, non puoi dire di no... il suo capo è ricoverato, ha moglie e due figli piccoli... non li può vedere, non possono andare a trovarlo;

Sono una mamma: mio figlio ha sei anni, si chiama Francesco... è un bambino solare, sempre sorridente, sensibile... mi dice: sono stanco di questa brutta situazione, voglio vedere i miei amici a scuola, voglio andare in casa dei nonni (i nonni di Somaglia li saluta in video chiamata);

Sono un’insegnante, di scuola primaria: adoro i miei bambini e mi mancano tanto... poi sento dire di non preoccuparsi, che l’anno in corso sarà tenuto valido, di attuare la didattica a distanza perchè il lavoro non si può fermare... sì, lo sto facendo e sto anche lavorando tanto... preparo o cerco video per spiegare, fotografo o scannerizzo le pagine da studiare, indico apps per le attività ma... per me la cosa più importante è star loro vicino comunque... allora registro video dove racconto loro una storia (lo facciamo sempre a scuola), mando dei vocali whatapp tramite la rappresentante, utilizzo una chat per parlare con loro e dove loro possono parlare tra di loro... Credo che ora le priorità di questi bambini siano altre, quello che non si riuscirà a fare quest’anno lo si farà il prossimo...parlo da insegnante e da mamma... L’importante è uscirne... se possibile senza soffrire troppo, senza perdere persone care...

Le scrivo questa lettera non per fare polemica... probabilmente Lei non la leggerà nemmeno, scrivo perchè ho il cuore pesante... perchè vorrei farle sentire un po’ di noi, di noi persone che siamo qui... ad aspettare che Voi prendiate le giuste misure, le giuste decisioni per tutelarci, per proteggersi... che preghiamo, affinchè il nostro giovane parroco si riprenda, ce la faccia, affinchè il coronavirus non tocchi i nostri figli, i nostri mariti, i nostri genitori...

Mi perdoni se dovesse trovare qualche errore di battitura, ho scritto di getto... ho scritto con il cuore... e il cuore non rilegge...

Paola Gazzola

Maleo

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