Le potenzialità di quest’opera restano valide e intatte

Le potenzialità di quest’opera restano valide e intatte

Ricostruire oppure no la cattedrale vegetale di Lodi?

Gentile Direttore,

il futuro della Cattedrale Vegetale continua ad alimentare un vivace dibattito, a cui il Suo giornale dedica con merito grande attenzione ed ampio spazio, registrando numerosi interventi ed una pluralità di opinioni che testimoniano come il tema non lasci comunque nessuno insensibile e che rappresentano già un importante valore, dando il segno di una comunità che si confronta e che cerca con il dialogo e la proposta di capire quali siano le scelte più utili per il bene della città.

In questo considerevole flusso di pareri, è interessante rilevare come i commenti dei turisti che hanno visitato la Cattedrale Vegetale siano unanimemente improntati all’auspicio che l’opera possa essere ripristinata ed al rammarico per quanto è successo, mentre il confronto tra i lodigiani (come è anche naturale che sia) non è privo di elementi di critica e di distinzioni su cosa sia opportuno fare. A questo dibattito abbiamo voluto contribuire con una iniziativa, quella della petizione on line per la ricostruzione dell’opera ispirata alla indimenticabile figura dell’artista lodigiano Giuliano Mauri, a cui hanno già aderito quasi 2.000 persone: un dato senz’altro significativo, che indica quanto ampio sia il consenso attorno all’idea di costruire un percorso di recupero della Cattedrale Vegetale.

Con franchezza e onestà, bisogna anche prendere atto delle voci critiche che si levano rispetto a questa prospettiva, alcune delle quali (vedasi la lettera pubblicata l’8 maggio) fortemente contrarie all’ipotesi di investire risorse pubbliche per la ricostruzione dell’opera e provocatoriamente rivolte a chi è invece a favore, con la richiesta di provvedere con mezzi propri ad un intervento che non viene percepito come di utilità generale.

Al proposito, si potrebbe innanzitutto far rilevare che l’investimento per la realizzazione della Cattedrale Vegetale è stato sostenuto per quasi due terzi dai contributi di sponsor privati e che la quota residua coperta da uno specifico contributo regionale non è stata sottratta ad altri utilizzi per opere o servizi a favore della città. Più che al passato, vogliamo però guardare al futuro con un intento propositivo. L’invito, anche nei confronti di chi per legittima convinzione personale non vede in quest’opera un valore artistico e culturale, è quello di provare a riconoscerne il valore di elemento di attrazione, che nella purtroppo sin qui breve storia della Cattedrale Vegetale ha suscitato l’interesse di tanti visitatori giunti da ogni parte d’Italia.

Le potenzialità di quest’opera restano valide e intatte e anche chi non ne apprezza la dimensione artistica dovrebbe essere lieto dei positivi effetti che può determinare sulla città, in termini di promozione d’immagine, di presenze turistiche, di indotto commerciale.

Senza trascurare il fatto che le esperienze maturate dove sono state realizzate le altre Cattedrali Vegetali dimostrano come questa attrazione abbia già in sé una potenzialità economica capace di generare le risorse per una gestione autosufficiente, perché sono davvero tante le persone disposte a pagare un biglietto per effettuare una visita in un contesto ben attrezzato, accogliente e supportato da adeguati servizi.

La misura dell’opportunità generale di tornare ad investire sulla Cattedrale Vegetale non è quindi data dalla prevalenza o meno di un giudizio estetico positivo sull’opera, ma dalla considerazione dei benefici che può produrre a vantaggio di tutti.

Con questa consapevolezza e con la volontà di non perdere per sempre un’opportunità davvero preziosa nulla è impossibile e le questioni (sicuramente rilevanti) delle risorse necessarie e di come assicurare che non si ripetano i problemi e gli inconvenienti che hanno portato ad un purtroppo rapido degrado dell’opera potranno essere affrontati e risolti.

Vittorio Codeluppi

presidente di Sistema Impresa Asvicom Lodi

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