I ventimila infoibati e i 250mila esuli costretti all’esilio

I ventimila infoibati e i 250mila esuli costretti all’esilio

Il Giorno del ricordo

A pochi giorni di distanza dal “Giorno della Memoria”, domenica 10 febbraio si è celebrata in Italia un’altra data significativa, il Giorno del Ricordo, ritornando col pensiero alla data in cui nel 1947 furono firmati i Trattati di pace di Parigi, che assegnavano alla Jugoslavia del Maresciallo Tito le terre d’Istria, Quarnaro e della Venezia Giulia sino ad allora italiane.

Pagine storiche complesse, segnate dalle sofferenze e dalla morte di centinaia di migliaia di famiglie colpite dal dramma dell’esodo e dalla tragedia delle foibe sul confine orientale del nostro Paese, riconosciute ufficialmente solo nel 2004 con la Legge 30 marzo n° 92 che da allora istituisce la ricorrenza civile. La conservazione e il rinnovo della memoria di quei fatti e delle vittime istriane, dalmate e fiumane (sia durante che dopo il secondo conflitto mondiale) acquista dunque un senso ancor più importante, quello di una sorta di riparazione per i tanti, troppi anni di silenzio e omissioni. Per decenni interi, al dolore delle vicende reali se n’è associato un altro, quello del silenzio.

Eppure stiamo parlando di migliaia di italiani, obbligati a lasciare la terra e uccisi dai partigiani comunisti di Tito, gettati nelle foibe e deportati nei campi sloveni e croati. Basti pensare che il Primo Ministro Alcide De Gasperi presentò nel 1945 agli Alleati una lista di deportati dalle truppe jugoslave e di persone scomparse che, sommati, ammontavano circa a 10.000 persone, ma in realtà il numero si rivelò ben superiore a quello da lui temuto: si stima oggi che nel periodo tra il 1943 e il 1947 furono almeno 20.000 gli infoibati e 250.000 gli esuli costretti a lasciare le loro case.

Per onorare quei morti, far conoscere le loro storie e rendere giustizia ai discendenti e alle famiglie, l’Amministrazione comunale già lo scorso anno, all’interno di una programmazione culturale e civile che ci vede impegnati a “fare memoria” delle forme politiche del male novecentesco – i totalitarismi in particolare – organizzò una serata di dibattito. Quest’anno abbiamo scelto di ricordare una figura, la giovane Norma Cossetto, studentessa istriana violentata e uccisa dai partigiani comunisti titini avendo la sola colpa di essere Italiana e figlia di un dirigente del partito fascista. Lo abbiamo fatto in due modi, uno con la proiezione del film “Red Land Rosso Istria” che è stato trasmesso martedì 5 febbraio al Cinema Moderno, l’altro con il reading teatrale dal titolo “Storia di chi italiano volle essere due volte” con brani tratti dal libro “Foibe rosse - Vita di Norma Cossetto uccisa in Istria nel 1943”, di Fedriano Sessi.

Una giovane donna, che con la sua vita interpella non solo i giovani ma tutti noi adulti a indagare e approfondire oggi vicende di cui ancora troppo poco nella coscienza collettiva si percepisce la gravità. Il dovere della memoria, che non può mai essere a senso unico né di parte, diventa così impegno civile, preoccupazione di ricucitura di fili strappati nella cultura nazionale, volontà di perseguire una pacificazione tra tutte le componenti del tessuto sociale e politico.

Sappiamo che il traguardo è lontano. Da questo punto di vista in Italia una vera unità nazionale fatta di memorie condivise e comuni, di successi e tragedie di tutti, non si è ancora compiuta. A maggior ragione la celebrazione del Giorno del Ricordo deve aiutare a creare maggior unità. Lo chiedono, spesso inavvertitamente, le nuove generazioni alla ricerca di certezze, punti saldi e valori buoni sui quali impostare la vita che si apre. Lo chiedono tante famiglie italiane vissute nella tragedia, di qualunque colore essa sia stata. Lo chiedono il nostro senso di giustizia, l’essere uomini e donne impegnati nelle Istituzioni con la responsabilità alta di portare un contributo alla comunità civile. Lo chiede, non ultimo, l’amore per l’Italia e la sua storia.

Lorenzo Maggi

vicesindaco di Lodi e Assessore alla Cultura

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti ( 0 ) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito . I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati.