Il bus sostitutivonon sia l’incentivoa prendere l’auto

Il bus sostitutivo non sia l’incentivo a prendere l’auto

La soluzione per i treni è ancora lontana

Il trasporto ferroviario è la vera spina nel fianco della nuova giunta regionale. Il 2018, a detta dell’amministratore delegato di Trenord Marco Piuri, intervenuto in Commissione in Consiglio regionale, sta registrando dati molto negativi: sono raddoppiati sia le cancellazioni sia i ritardi. Una situazione generata essenzialmente da tre condizioni problematiche: linee ormai sature, carenza di personale e treni in buona parte molto datati, quindi soggetti a rotture e malfunzionamenti, che generano problemi a catena.

Il presidente Fontana e Gianfranco Battisti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, che con Trenitalia possiede la metà di Trenord, avevano annunciato a fine agosto un piano comune per tamponare i disagi, che prevedeva la destinazione in Lombardia di un certo numero di treni, non nuovi, e di personale in prestito. Da ottobre dovevano essere nove, ma ne sono arrivati meno e non in condizioni tali da essere messi tutti subito in servizio.

Anche su questo, però, l’amministratore delegato di Trenord è stato chiaro: nove treni su una flotta di trecentonovanta non cambiano la situazione. Piuri dice di più: per almeno due anni, quando è previsto l’arrivo dei treni nuovi acquistati dalla Regione, non ci saranno miglioramenti significativi. Da qui la definizione di un piano emergenziale che prevede la sostituzione di alcune corse, il 5% del volume complessivo giornaliero, con i bus.

Tra le linee interessate c’è anche la Codogno – Cremona – Mantova, e già in questi giorni alcuni viaggiatori sono stati dirottati dal treno al pullman, con un servizio che ha già mostrato parecchi limiti e su cui accenderemo i riflettori, perché il bus sostitutivo non deve diventare l’ennesimo incentivo a prendere l’auto.

In questi giorni, anche in Consiglio regionale, abbiamo assistito a un rimpallo delle responsabilità, facilitato dal fatto che buona parte dei protagonisti, sia nelle istituzioni che in Trenord e Ferrovie dello Stato, sono cambiate. Io credo che i pendolari meritino risposte concrete, sulle responsabilità si sono già fatti la loro opinione.

Patrizia Baffi, consigliere regionale del Pd

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