La requisizione ingiusta di due aule sottratte al Bassi

La requisizione ingiusta di due aule sottratte al Bassi

Il preside Sancilio risponde alla collega del “Gandini”

Carissimo Direttore

la lettera della collega del Gandini merita una doverosa risposta. Mi chiedo perché mai la giovane collega tenta in tutti i modi di confondere le idee sull’argomento. Nelle attività di Finanze e Marketing questo modo di non chiarire si chiama “branding strategy” ovvero continuare a dare notizie inesatte per far sì che la persuasione si trasformi in consenso. Ma la mia cara giovane collega deve farsene una ragione. I lettori sanno capire benissimo ciò che leggono.

L’operazione appena conclusa in collaborazione con la Provincia è mal-descritta dalla collega e richiede, pertanto, delle precisazioni. Le due aule concesse al Bassi nel 2006 furono accordate poiché non utilizzate dal Gandini, ovvero erano vuote, senza alcuna attività didattica con un accordo tra tutte le parti interessate (Bassi - Provincia - Preside pro-tempore del Gandini). Tale accordo non presupponeva alcuna scrittura.

Quelle stesse aule oggi requisite al Bassi e entrate inopinatamente nell’utilizzo del Gandini non erano vuote, ma occupate regolarmente dai nostri ragazzi per le attività didattiche. Nel 2011 le altre quattro aule concesse al Bassi erano occupate dal Liceo Artistico “Piazza” che trasferì tutti gli studenti presso la loro sede centrale di Via Piazzale Forni.

E veniamo all’invito di questa estate. Il giorno programmato dalla Provincia per la riunione ero impegnato altrove per l’Università di Modena a preparare il calendario degli esami in vista della sessione di settembre. Inviai in Provincia la giustificazione, chiedendo, senza ottenere, il rinvio dell’incontro a data da destinarsi.

Ma la riunione, con una decisione di scortesia istituzionale, si tenne ugualmente tra la collega, il presidente e il segretario generale della Provincia (assente anche il Provveditore perché in ferie).

In tale occasione, nonostante le qualificanti assenze, fu deciso comunque di emanare il decreto contestato da cui emerge la motivazione di fondo, collegata alla necessità di distribuire sui due istituti il “disagio organizzativo” causato dalle cosiddette “classi rotanti” frutto di iscrizioni accolte in eccedenza, per tutelare il: “principio di non discriminazione e parità di trattamento tra utenti di diversi istituti”.

Se ne deduce che il presidente della Provincia condivide il “disagio organizzativo” del Gandini, non ritenendo il “disagio esistenziale” già dal Bassi segnalato, degno di maggiore attenzione. Una vera ingiustizia. E’ come dire che se un istituto decide autonomamente di accogliere “classi rotanti”, le stesse vanno imposte ad un altro istituto nonostante situazioni particolari. Un ragionamento assurdo, come inaccettabile è l’intromissione dell’ente locale nell’organizzazione didattica di una scuola.

Mi auguro che la mia collega per il prossimo anno scolastico si attivi per smistare le iscrizioni in eccedenza secondo le note ministeriali. Da questa vicenda se ne trae una morale. Chi si attiene al rispetto delle normative viene punito con la “requisizione” di due aule, chi non le rispetta viene premiato con la donazione di due aule. Bell’insegnamento diamo ai ragazzi!

Corrado Sancilio, Preside dell’ “Agostino Bassi” - Lodi

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