Cari lodigiani, sapete che tra poco apre l’università?

Cari lodigiani, sapete che tra poco apre l’università?

La città non sembra avere compreso tutte le opportunità

Egregio direttore,

Premetto che non sono di origini lodigiane ma vivendo ormai in questa città da oltre 50 anni, qualche legame col territorio si è formato e tutto sommato, anche il desiderio di vedere nascere e crescere una nuova opportunità, è abbastanza stimolante per uno della mia età.

L’argomento è quello dell’università.

So che da quando è partito tutto il movimento, non avete mai mancato di far sentire la vostra voce, ma se non fosse già presente nei vostri prossimi programmi, mi sentirei di suggerire l’inserimento nel giornale, di una rubrica fissa su tale avvenimento. Sto cercando di mettere a fuoco alcune situazioni che, a mio avviso, per determinare qualche sviluppo positivo per il territorio, vanno immediatamente prese in considerazione e attivate.

Fatto salvo che la parte didattica dell’ateneo, è ancora in allestimento e forse, senza timore di smentita, possiamo dire anche in leggero ritardo sui programmi, è pur vero che l’Ospedale Veterinario (o meglio: il Policlinico Veterinario Universitario) esiste da quasi 12 anni. Domanda: arrivando a Lodi da tutte le direzioni qualcuno ha mai visto un cartello indicatore stradale che faccia riferimento a: “Ospedale Veterinario”, “Clinica Universitaria Animale”, “Centro Sperimentale di Ricerca Zootecnica e della Alimentazione Animale”, o qualcosa di simile?

L’insegna più vicina è posizionata esattamente in corrispondenza della rotonda che, arrivando da Lodi Vecchio, porta in tangenziale o all’ingresso in città da via del Sandone, nel quartiere di San Fereolo”! Sono al contrario presenti i richiami a: Polo fieristico-centro servizi (praticamente defunto); Parco Tecnologico Padano (con una lettera “U” abbastanza fuorviante: la grande illusione, soprattutto nel periodo di Expo 2015, ma ora... agonizzante?, moribondo?, asfittico?); cattedrale vegetale (senza offesa all’artista autore dell’opera nonché a Vittorio Sgarbi che ne ha sancito l’indiscussa originalità); La Via Francigena e la Strada dei vini (certamente di grande interesse locale e non solo).

Qualche settimana fa è stata presentata una lodevole iniziativa chiamata col titolo “ItaliaCampus” ma, a parte l’aspetto prettamente commerciale, non fosse altro che per alcuni degli attori coinvolti e il “format” prescelto per il lancio dell’evento, se a distanza di quasi 12 (dodici) anni, nel nostro territorio esiste una struttura d’eccellenza dove forse sarebbe possibile produrre un ordigno nucleare o batteriologico senza che nessuno se ne accorga, credo sinceramente che ci sia ancora molto da fare.

Senza lanciare la croce addosso a nessuno, sia che amministri da poco o abbia amministrato in precedenza, se c’è qualcuno che in questo momento se ne sta a riposo nell’attesa del prossimo nastro da tagliare, dobbiamo “costringerlo” a fare qualcosa di più, perché siamo già in ritardo.

Non è possibile che esista ancora il rischio di farsi trovare impreparati, per mancanza di competenza, per mancanza di comunicazione, di voglia di novità, anche soltanto per il gusto di assaporare istruzione, cultura, libertà, freschezza per i nostri giovani e non solo.

In questo sito e questi anni, sono stati portati a curarsi cavalli pluripremiati da milioni di euro vinti in gare internazionali; animali esotici o in via di estinzione, più o meno ammaestrati e appartenenti ai circhi o agli zoo più grandi e famosi del mondo; sono stati fatti interventi plastici ricostruttivi con ingegnosi incroci fra tecnica umana e animale; uno dei primi interventi chirurgici con l’ausilio di supporto robotizzato fruibile anche con operatori in remoto.

È presente e disponibile per il pubblico (animale), strumentazione di altissimo livello per la diagnostica più accurata e altrettanti tecnici specializzati con tutte le conoscenze per l’interpretazione degli esiti, che vengono forniti a medici le cui competenze in ambito chirurgico, terapeutico e quant’altro, sono riconosciute a livello internazionale.

Ho sentito anche dire che, essendo una struttura pubblica, non può effettuare dell’autopromozione perché si configurerebbe come un comportamento sleale nei confronti dell’iniziativa privata. Ma forse non è chiaro ancora a tutti che ormai qualsiasi tipo di servizio si paga, esattamente come per la medicina umana e quindi, che si tratti di vaccinazione piuttosto che dell’esame del sangue o urina per cani, gatti e scimpanzè, oltre al mercato, si spera sempre anche la buona medicina, farà la differenza.

Se è vero che fino a un po’ di tempo fa (forse ancora adesso), qualche “barone” della medicina, faceva ostruzionismo per il trasferimento a Lodi di questa struttura, è giunta l’ora di dargli il “colpo di grazia” e mostrargli dove sta il futuro, ma proprio per questo motivo non dobbiamo farci prendere in contropiede coi ritardi nelle tempistiche, evitando che chiunque possa dire “...l’avevo detto che non era il luogo giusto..!”.

Non ho dimenticato che esiste anche un’altra iniziativa legata ai corsi per il conseguimento di alcune lauree triennali presso l’Istituto “Agostino Bassi” ma non conosco altrettanto bene sia l’argomento che il progetto formativo, che peraltro mi risulta di assai più recente avviamento.

Tutte queste grandi e piccole interpretazioni devono essere messe in atto anche dal cittadino qualunque (che deve quindi essere correttamente e costantemente informato), ma bisogna fare in modo che tutto ciò venga vissuto come grande opportunità di collaborazione fra privato e pubblico e non antagonismo tra lo sviluppo civile e l’affarismo.

Ricollegandomi alla premessa, da non lodigiano, credo di aver imparato ormai ad apprezzare tutte le peculiarità che offre questo territorio e non parlo certo di quelle gastronomiche, pure assai consistenti, ma la Piazza e il Duomo, il Broletto, l’Incoronata, San Francesco, San Lorenzo, il Torrione, l’Adda e il Ponte, i Musei della Ceramica e della Carta, ecc., sono qui. Conosco alcuni dei personaggi storici più importanti nati in città (Ada Negri, Paolo Gorini, Franchino Gaffurio, Tiziano Zalli, Eugenio Castellotti...), per non dimenticare le glorie sportive più o meno attuali: il Fanfulla con la “Dossenina”, l’Amatori Hockey col “Revellino” prima ed ora il “Palacastellotti”, ma il futuro avrà pure ancora un peso.....!!!?? E, se non è l’Università, cosa potrà mai esserlo?

Lei e il suo Giornale avete la grande responsabilità di provare a far uscire dal “guscio” i lodigiani, senza che si scatenino gelosie o sentimenti da campanile.

In rapporto alla vostra tiratura e diffusione, pur facendo le dovute proporzioni con diverse testate di livello nazionale, ritengo che voi possiate vantare un seguito molto più fedele e probabilmente, più autorevole e considerato di altri quindi, da non sottovalutare.

Non perdiamo altro tempo!

Vincenzo Di Cesare

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti ( 0 ) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito . I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati.