Anche nel Lodigiano stiamo avendoun calo nelle donazioni

Anche nel Lodigiano stiamo avendo un calo nelle donazioni

Un appello dal direttore sanitario dell’Avis

Giorni fa, in occasione della ricorrenza della giornata del donatore di sangue, la televisione ha ricordato che in Italia siamo ancora carenti di sangue e purtroppo, anche nel Lodigiano, abbiamo avuto un calo delle donazioni.

Le cause sono diverse: scarsa informazione nelle scuole e lo scarso aiuto da parte delle istituzioni e da di chi dovrebbe agevolarne lo sviluppo delle associazioni come l’Avis.

E pensare che l’amministrazione ospedaliera considera l’Avis come un fornitore, alla stregua di chi fornisce carta igienica e ha sempre fatto orecchie da mercante alle nostre richieste, basti pensare agli articoli che ho fatto sui giornali per avere dei locali decenti per i donatori.

Il donatore, che per sua natura è un altruista e non si fa sentire, non deve essere ignorato, anzi deve essere facilitato nella sua funzione. Il compito dell’Avis è quello di fornire i donatori al centro trasfusionale e il mio compito è quello di tutelarne la sua salute, non solo la sua idoneità alla donazione.

Il donatore Avis viene a donare anche perché si sente controllato dal punto di vista sanitario. Un calo nei donatori lo possiamo imputare anche al fatto che a livello nazionale stanno riducendo gli esami di controllo, mossa controproducente che per risparmiare pochi euro si perdono donatori. Il compito del direttore sanitario, in collaborazione con i medici di famiglia, è quello di tutelarne la sua salute.

Ma se continuiamo a non considerare il donatore come persona, ma come fornitore di sangue, non possiamo pretendere di arrivare all’autosufficienza. Agevolare le associazioni che riuniscono i donatori è un punto di forza per la sanità italiana.

Giuseppe Sterza
direttore sanitario Avis di Lodi

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