ora è moltiplicata»
Foto della famiglia casalina in un supermercato di Singapore

Allarme coronavirus, la testimonianza: «A Singapore scaffali vuoti e controlli»

La testimonianza di una famiglia di Casale che vive in Estremo Oriente

Andrea Bagatta

Esaurite le mascherine per la bocca, non si trova più riso sugli scaffali dei negozi, i controlli della temperatura sono ovunque, e i dispenser di disinfettanti accolgono le persone nei supermercati e persino nelle hall dei condomini. Nell’Estremo Oriente la psicosi per il Coronavirus Covid 19 si somma a un’attenzione maniacale a ordine e sicurezza, con effetti sulla vita di tutti i giorni: a Singapore, nella punta meridionale della Malesia, ben distante dalla Cina, è stata cancellata ogni tipo di riunione in cui sono previste più di 40 persone, Messe comprese. Lo racconta una famiglia di Casale che vive nella città-stato da oltre un anno: Simona che lavora in una galleria d’arte, Simone, impiegato in una multinazionale, e i tre figli.

«Su una popolazione di 5 milioni di abitanti, ci sono un’ottantina di casi, quindi i numeri lasciano tranquilli - spiega Simona -. Il livello di allarme è sull’arancione, il massimo è il rosso, eppure c’è un’attenzione maniacale alla prevenzione in genere e a bloccare ogni possibile contagio. I negozi e le aziende sono tutti regolarmente aperti, ma si è deciso di bloccare ogni attività dove è prevista una concentrazione di oltre 40 persone, riunioni scolastiche e Messe comprese».

All’atto pratico non è cambiato molto, se non per i raduni e per alcuni prodotti che sono stati presi d’assalto nei supermercati. La gente gira con le mascherine sulla bocca, qualcuno addirittura con occhiali coprenti sugli occhi, perché il Governo aveva indicato tra i comportamenti da tenere quello di non sfregarsi gli occhi prima di essersi disinfettati le mani.

«La gente qui ha fatto incetta di riso, che è il prodotto alimentare più consumato, e di carta igienica, vere e proprie scorte, tanto che molti negozi, anche online, hanno messo delle limitazioni sul numero di confezioni che si possono acquistare - conclude Simona -. E ovunque ci sono dispenser di disinfettanti, ogni volta che si entra in un luogo pubblico, nei supermercati e persino nelle hall dei condomini. I controlli sulla temperatura sono frequenti».

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