Il virus spegne il colosso MTA
La sede Mta a Codogno

Codogno, il virus spegne il colosso MTA

Blocco totale all’interno della “zona rossa”, ma le ripercussioni si sentono anche fuori

Laura Gozzini

«La produzione è ferma e già dopodomani ci sarà il fermo delle tre linee produttive di FCA Mirafiori, Cassino, Melfi e a quelle di Sevel». Seicento lavoratori, azienda leader nello sviluppo e nella produzione di prodotti elettromeccanici ed elettronici destinati ai più importanti costruttori di auto al mondo, la ditta Mta da ieri ha chiuso il proprio stabilimento produttivo in viale dell’Industria a Codogno e non si sa quando potrà riaprire.

Una scelta obbligata, a seguito delle disposizioni del Ministro della Salute Roberto Speranza e del governatore della Lombardia Attilio Fontana, le cui ripercussioni sia sul mercato italiano che estero, la famiglia Falchetti, titolare dell’azienda, vuole scongiurare.

«L’impossibilità di consegnare le merci porterà già dalla giornata di mercoledì al fermo delle tre linee di produzione di FCA Mirafiori, Cassino, Melfi e a quelle di Sevel. A seguire, dal 2 marzo, tutti gli altri stabilimenti FCA in Europa e quelli di Renault, BMW e Peugeot. Qualora la disposizione di chiusura forzata dovesse permanere, verrebbero coinvolti altri produttori quali Jaguar Land Rover, Iveco, CNH e Same, solo per citarne alcuni, con conseguenze irreparabili per l’azienda e il personale occupato», spiega Maria Vittoria Falchetti, che avanza una proposta. «In un tale contesto, con il massimo rispetto delle iniziative atte a limitare la diffusione del virus, MTA ha fatto richiesta alle autorità di pertinenza di poter consentire al 10% della propria forza lavoro (60 persone circa) il rientro alle attività produttive. Il rientro avverrebbe su un’ingente area coperta di 40.000 metri quadrati e previa verifica quotidiana dello stato di salute di ogni lavoratore, con riguardo ai sintomi e segni della Covid19. MTA ha già affrontato l’emergenza Covid9 nel proprio stabilimento produttivo cinese di Shangai, e dunque conosce tutte le procedure necessarie per continuare a produrre nella piena sicurezza dei propri lavoratori». La parziale ripresa delle attività di MTA Codogno permetterebbe all’azienda di rispettare le tempistiche imposte dai clienti e agli stabilimenti italiani ed esteri delle case costruttrici di veicoli di non interrompere le linee di produzione.

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