Nel Lodigiano tre morti in poche ore: erano già malati

IL PUNTO Ci sono altre vittime in Lombardia, si tratta di tre ultraottantenni

Ufficiale il decesso di un 91enne di San Fiorano e di una donna 83enne di Codogno

Redazione web

(Ore 20 e 30) Le ultime vittime lodigiane sono uno uomo di 91 anni di San Fiorano e una donna 83enne di Codogno. Sempre oggi si è spento un 84enne di Nembro, in provincia di Bergamo. In Lombardia salgono a 9 le vittime dell’epidemia.

(ore 18 e 15) Coronavirus, ci sono altre tre vittime, tutte lombarde. Si tratta di due uomini e una donna, tutti ultraottantenni. I contagiati in Lombardia salgono a 240.

«Il dato complessivo delle persone contagiate è di 322 unità, l’incremento rispetto alle 12 è di 39 unità e il totale dei deceduti è di 10 persone. Abbiamo sempre la persona guarita, che è il ricercatore dimesso dallo Spallanzani». Così il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, commissario del governo per l’emergenza Coronavirus, nel punto pomeridiano.

(ore 18) «Per i decessi aspettiamo di avere il via libera da parte dell’Istituto di superiore di sanità. Quando ci dirà che una persona morta è morta per coronavirus, lo diremo. Ci sono stati alcuni decessi, quando arriva l’Iss ve lo diciamo». Lo ha detto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, in conferenza stampa, a Milano.

(ore 14) «Non è il momento delle polemiche». Così il premier Giuseppe Conte durante un punto stampa sull’emergenza Coronavirus.

«Non intendevo sopravanzare le competenze regionali, la mia era solo una riflessione sui fatti», ha precisato il premier Conte, con riferimento alle polemiche con le Regioni che di fronte all’emergenza hanno adottato iniziative unilaterali. «Riusciremo a dimostrare come da un’emergenza il sistema-Italia sa uscire a testa alta».

Salgono intanto a 212 i contagi in Lombardia, 288 in tutta Italia.

(ore 12)«Sono 212 le persone contagiate in Lombardia, di cui sei deceduti». Così il Capo della Protezione civile Angelo Borrelli, nominato Commissario per l’emergenza coronavirus, in conferenza stampa a Roma. In tutta Italia invece i contagiati sono 283.

(ore 11) Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha risposto alle accuse del premier Conte sulle responsabilità di un ospedale di non aver rispettato i protocolli contribuendo a dar vita al focolaio di Coronavirus (sottintendendo quello di Codogno), intervenendo questa mattina alla trasmissione ’Radio Anch’io, su Radio 1 : “Peccato che noi abbiamo seguito, purtroppo - ha sottolineato - i protocolli che ci venivano dati dal Governo. Se avessimo fatto quello che noi come governatori proponevamo, le cose non sarebbero andate così. Io sono stato zitto finora, ho accettato che si tacesse, però se accusano il sistema sanitario lombardo, allora non posso più tacere”.

Il presidente ha aggiunto: “Noi avevamo proposto un mese prima che scoppiasse l’epidemia di essere messi nelle condizioni di aumentare i controlli, di mettere in quarantena tutti gli studenti che rientravano dalla Cina. Siamo stati accusati di essere razzisti, di voler diffondere il panico. Il presidente del Consiglio disse in quell’occasione ’fidatevi di me, ci penso io’. Allora ora non può dire che siamo noi i responsabili”.

“Io queste cose non le avrei mai ricordate - ha concluso Fontana - ma se si mette ad accusare le Regioni, significa che sta seguendo un’altra strategia. E’ la strategia della disperazione.Probabilmente sta cercando di attaccare altri per cercare di sviare l’attenzione”.

Intanto in merito alle notizie diffuse anche nelle ultime ore relative a misure attuate per contrastare il Coronavirus, Regione Lombardia specifica che per quanto attiene all’intero territorio lombardo (zona gialla) è valida l’ordinanza firmata domenica sera dal ministro della Salute Roberto Speranza e dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e vanno applicati tutti i punti da essa previsti.

Ulteriori chiarimenti sono disponibili al link

https://www.lombardianotizie.online/ordinanza-coronavirus-chiarimenti/

In particolare, fatto salvo quanto gia’ disposto con le norme e le ordinanze per i Comuni compresi nella ’zona rossa’ di Codogno, Castiglione D’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano, per il restante territorio della Regione Lombardia valgono le seguenti disposizioni

1) la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico;

2) chiusura dei nidi, dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonche’ della frequenza delle attivita’ scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e universita’ per gli anziani a esclusione di specializzandi e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza;

3) la sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei, dei cinema e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, nonché dell’efficacia delle disposizioni regolamentari sull’accesso libero o gratuito a tali istituti e luoghi;

4) la sospensione di ogni viaggio d’istruzione, sia sul territorio nazionale sia estero;

5) la previsione dell’obbligo da parte degli individui che hanno fatto ingresso in Lombardia da zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità, di comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, che provvede a comunicarlo all’autorità sanitaria competente per l’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva;

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Per quanto riguarda la chiusura di tutte le attività commerciali, ad esclusione di quelle di pubblica utilita’ e dei servizi pubblici essenziali (di cui agli articoli I e 2 della legge 12 giugno 1990, 146, ivi compresi gli esercizi commerciali per l’acquisto dei beni di prima necessità), le chiusure delle attività commerciali sono disposte in questi termini:

- bar, locali notturni e qualsiasi altro esercizio di intrattenimento aperto al pubblico sono chiusi dalle ore 18.00 alle ore 6.00; verranno definite misure per evitare assembramenti in tali locali;

- per gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati è disposta la chiusura nelle giornate di sabato e domenica, con eccezione dei punti di vendita di generi alimentari;

- per le manifestazioni fieristiche, si dispone la chiusura.

(ore 10) Sono salite a 206 le persone contagiate da Coronavirus in Lombardia. Sono stati eseguiti circa 1800 tamponi.

(ore 9 e 15) Roma, 25 feb. (LaPresse) - “Il problema è che il Presidente del Consiglio non conosce i protocolli e getta la palla in tribuna per coprire delle falle gigantesche di un sistema di protezione Civile nazionale che non sta dando alcun tipo di risposte ai problemi organizzativi e gestionali che avrebbero dovuto prevedere e predisporre”. Queste le parole di Giulio Gallera, Assessore al Welfare della Regione Lombardia, ad Agorà Rai Tre, condotto da Serena Bortone, con riferimento alle dichiarazioni di Conte di ieri.

(ore 9) «Abbiamo il dato valido a ieri sera: 229 persone contagiate 7 deceduti e 1 guarito. La Lombardia con 172 contagiati, il Veneto con 33, l’Emilia Romagna con 18 persone, 3 nel Lazio e 3 in Piemonte. Continua la nostra attività, non ci sono state criticità sia per l’assistenza ospedaliera che per la popolazione che vive nella zona rossa. L’Italia è un paese in cui c’è stata una grande prevenzione e mi auguro che l’epidemia possa rimanere confinata in quei territori. Ci deve essere un coordinamento che è quello del sistema di protezione civile, più saremmo divisi nell’adottare le procedure e peggio sarà. Creeremmo confusione nella popolazione» Così Angelo Borrelli, Capo della Protezione civile, nominato Commissario per l’emergenza coronavirus, poco fa all’interno di Radio anch’io, condotto da Giorgio Zanchini.

(ore 8) Tre nuovi morti in provincia di Lodi in un giorno solo. Che portano, complessivamente, il totale dei pazienti deceduti, in provincia di Lodi, a 4 (7 a livello nazionale). Quella di ieri è stata una giornata ancora più triste del solito.

La giornata più triste

Dopo il decesso della donna di Casale di 75 anni, ieri se ne sono andati un 88enne nato a Caselle Landi, ma residente a Codogno, un 80enne di Castiglione d’Adda, ricoverato al Sacco e un 62enne sempre di Castiglione, che era ricoverato al Sant’Anna di Como. I due residenti di Castiglione erano entrambi frequentatori del bar del paese finito all’attenzione dei media nazionali.

L’80enne era un paziente cardiopatico, a casa da una decina di giorni per una polmonite. Il malato ha avuto un infarto, è stato soccorso dal 118 e trasportato in ospedale. Gli hanno fatto il tampone, è risultato positivo, ed è stato trasportato al Sacco. Ma non ce l’ha fatta. Il 62enne, invece, era un paziente in dialisi, che era stato trasferito da Lodi all’ospedale Sant’Anna di Como, nel fine settimana. Le condizioni dell’uomo, che soffriva di alcune patologie pregresse, sono peggiorate e ieri pomeriggio si è tragicamente spento. Mentre la moglie e il figlio sono in isolamento, in un altro ospedale lombardo.

Quella di ieri è stata anche la giornata che ha portato un nuovo contagiato a Lodi città. Dopo il caso del dipendente dell’Agenzia delle entrate (dove lavorano anche dipendenti del Cremonese e della Bassa Lodigiana), infatti, che ha comportato la chiusura dello sportello dell’agenzia di corso Umberto, ieri è emerso un nuovo contagiato: un cittadino di San Martino in Strada, dipendente dell’anagrafe di palazzo Broletto. L’uomo però si sarebbe contagiato in ospedale a Lodi, entrando in contatto con un paziente di Codogno e quindi l’Ats ha deciso di non isolare l’anagrafe. I contagiati, in tutta Italia, sono arrivati a oltre 200 e a 7 i deceduti.

Le parole di Conte

In tarda serata, intanto, sono arrivate le parole del premier Giuseppe Conte pronunciate parlando nella sede nazionale della protezione civile: «Non prendiamo nulla sotto gamba altrimenti non avremmo adottato misure di estremo rigore - ha detto -. Non possiamo prevedere l’andamento del virus: c’è stato un focolaio e di lì si è diffusa anche per una gestione di una struttura ospedaliera non del tutto propria secondo i protocolli prudenti che si raccomandano in questi casi, e questo ha contribuito alla diffusione. Noi proseguiamo con massima cautela e rigore».

Provincia “blindata”

Ieri sono diventati effettivi i blocchi alla circolazione nella Bassa, intorno alla zona rossa, nella quale sono raggruppati i 10 comuni focolaio dell’epidemia. I varchi sono presidiati dalle forze dell’ordine. Sempre nella giornata di eri e sempre dalla Bassa, sono arrivate le prime proteste da parte delle attività economiche. Aziende chiuse, piccoli negozi in difficoltà e la mobilitazione delle categorie produttive che oggi dovrebbe sfociare in una “mobilitazione” nella zona industriale di Codogno.

La solidarietà a Lodi

Parole di sostegno al sindaco di Lodi Sara Casanova sono arrivate dal consigliere comunale di minoranza Francesco Milanesi «Vista la situazione delicata che tutti bene conosciamo sono a dare, a nome del gruppo Lodi civica, la mia disponibilità a fornire un contributo. Rimangono le differenze politiche di carattere programmatico ed amministrativo, ma su una questione di questo genere sono pronto a dare qualsiasi apporto possa essere utile ad un lavoro comune; e posso presumere lo siano anche gli altri colleghi delle minoranze. Credo sia importante in un momento così delicato per la nostra comunità dimostrare unità nelle istituzioni. Ovviamente questo dipende dalla valutazione del sindaco ad accettare il contributo offerto e nel contempo fornirci un quadro informativo completo, onde poter fare un lavoro comune nella maniera più concreta possibile».

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