Bar e locali rimangono deserti: «Oggi qui non è entrato nessuno»

A Lodi bar e locali rimangono deserti: «Oggi qui non è entrato nessuno»

Pochissimi nella giornata di ieri i clienti presenti nelle attività aperte

Lorenzo Crespiatico

Il coronavirus mette in ginocchio i bar del capoluogo: ieri erano pochissimi i clienti presenti nelle attività aperte, costrette a chiudere alle 18 in ottemperanza alle ordinanze ministeriali e comunali. Più “affollati” invece i supermercati e i punti vendita della grande distribuzione: nessun assalto, ma un maggiore flusso rispetto al solito, con i lodigiani a fare incetta di provviste.

«C’è pochissima gente - commenta Salvatore Romano, responsabile del bar tabaccheria “Buffet Lodi”, presso la stazione ferroviaria -. Sicuramente ci sarà un danno economico, perché tutti sono chiusi in casa ed escono il meno possibile. L’incasso è diminuito sensibilmente, molto meno della metà di quanto guadagniamo solitamente. La clientela già dal primo giorno dell’epidemia scarseggiava: dalle 20 alle 21 di venerdì non ho visto entrare nessuno. Molti girano per la stazione con la mascherina e in mancanza di quella si coprono il volto con la sciarpa. Sarebbe giusto non far pagare, almeno per il momento, tasse e affitti ai gestori dei bar: non è un problema causato da noi, ma ci colpisce». Al “Mistral Cafè” di piazzale Fiume non si vede nessuno all’interno e nell’attesa Giulia Boccalini, dipendente del bar, pulisce il pavimento: «Non è entrato nessuno oggi, perché tutti sono spaventati e restano a casa. Solitamente arrivano clienti pendolari da Codogno e Casalpusterlengo, che oggi ovviamente non sono venuti a lavorare a Lodi. Da venerdì in avanti c’è stata pochissima gente. Qui ancora nessuno è entrato con la mascherina però in giro se ne vedono tanti. Bisognerebbe non farci pagare le tasse: non decidiamo noi di chiudere eppure siamo costretti a farlo e dalle 18 in poi c’è un bel guadagno di solito, grazie agli aperitivi».

Stessa atmosfera desolante in corso Vittorio Emanuele II, “Al Trentadue Cafè”: «Abbiamo lavorato al mattino, grazie a qualche cliente che è venuto a prendere il caffè, ma nel pomeriggio c’è stata molta calma - spiega il titolare Andrea Ferrandino -. La gente ha paura ed esce il meno possibile, rinunciando alle cose superflue. Stiamo valutando se usare mascherine o altre misure per evitare la diffusione del contagio, soprattutto per il contatto con gli alimenti, per tutelare noi e la clientela. Sono d’accordo con la chiusura anticipata: è una misura necessaria». Proseguendo verso piazza della Vittoria, si vede chiaramente che la situazione è anormale: pochissime persone passeggiano per le vie del centro e per la maggior parte sono munite di mascherine.

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