Il messaggio natalizio del vescovo Maurizio ai lodigiani
Il vescovo di Lodi, monsignor Maurizio Malvestiti

Il messaggio natalizio del vescovo Maurizio ai lodigiani

La solidarietà continui ad illuminare la terra lodigiana: è la sintesi dell’indirizzo di augurio inviato alla Diocesi attraverso il “Cittadino”

+ Maurizio, vescovo

L’augurio per il mio quinto Natale lodigiano è accompagnato dalla preghiera e dalla vicinanza cordiale. Desidero fare eco all’amore del Dio vicino, che delle prossime feste costituisce il cuore irrinunciabile. Il Natale ci è stato regalato da Lui. Ha il diritto di rimanere cristiano. La solidarietà può farsi carico di riportarlo al suo senso originario e così scongiurare il freddo che sembra diffondersi nelle relazioni sociali, specie nei confronti di quanti possono addurre a titolo di cittadinanza la sola appartenenza alla condizione umana in tutta la sua precarietà. La peculiarità natalizia è il venire di uno straniero a portare pace. I nostri anni si contano a partire dalla sua nascita. Fu Lui ad identificarsi con un samaritano, altro straniero escluso dai criteri di valutazione dominanti, e in tal modo incluse tutti nella sola titolarità della solidarietà.

Lungi dal vescovo il fermare alla dimensione sociale la fede natalizia e pasquale, che è prima di tutto religiosa. I cristiani festeggiano un evento di grazia che coincide con la persona e il mistero del Figlio di Dio. Divenuto carne, interpella il segreto di una irrinunciabile eternità che è nel cuore di ogni uomo e donna. Ci è dato così un ponte con l’umanità che, senza distinzioni e tantomeno discriminazioni, è chiamata a formare una sola famiglia. L’essere amati eternamente e insieme, obbliga a dilatare la vicinanza senza riserve. Vale per i credenti. Ma riguarda tutti. La dignità per ciascuno non è peso bensì garanzia comune di libertà e sicurezza.

Arriviamo a Natale stremati da contrapposizioni che ci hanno travolto in un clamore impensabile. Nel pieno rispetto di motivazioni e profonde ragioni di civiltà che l’hanno animato, il confronto ha trascinato con sé un disagio da scongiurare per il futuro. Non nuoce credere alla moderazione e alla mediazione, alla responsabilità e al buon senso, che non difettano nei lodigiani e vanno solo coltivati gelosamente quali antidoto a posizioni estreme mai sostenibili a lungo. Potrebbe essere un buon proposito per ricominciare a servire la solidarietà, promettendoci di abbandonare ogni pregiudizio, anche quello che adottasse forme espressive apprezzabili ma in realtà nascondesse l’incapacità di accettare visioni diverse. Gioverà senz’altro chiederci nella pacatezza natalizia se un vortice non ci abbia travolti impedendoci di difendere insieme valori già condivisi. Senza rinunciare al confronto, persino serrato, se il fine è l’elaborazione degli orientamenti più consoni alla giustizia e alla solidarietà. La loro composizione armonica non è facile. Ma la coesione sociale è una risorsa che può con successo affrontare questa impresa. Mai considerandoci lontani in partenza! Bensì col coraggio di riconoscerci vicini e di perseguire strenuamente questo traguardo.

Buon Natale nell’abbraccio di san Bassiano, la cui nascita con l’anno nuovo giunge al 1700mo anniversario. Alla Madonna col Bambino di Callisto Piazza custodita in cattedrale e al ritratto del patrono, esposto invece nella casa vescovile, affido il mio ricordo. Li ho scelti per le tinte cupe che hanno alle spalle e che ne valorizzano i volti radiosi e pacificanti. E’ il segreto della solidarietà. Lasciando al passato ogni ombra, continui ad illuminare e a pacificare la terra lodigiana.

+Maurizio, vescovo.

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