Prosegue la doppia corsia di ritratti famigliari allestita per Mattia Montemezzani: un virtuoso cortocircuito tra arte e vita, creatività e tran tran quotidiano, ozio e negozio allestito nel Claustro della Provincia di Lodi fino all'8 marzo. Le due monumentali “figure nel bosco”, apparentemente non allineate al tema tantomeno nel display adottato, poiché appartenenti alla collezione d’arte contemporanea della Provincia di Lodi e perciò soggette a differenti collocazioni - nel caso specifico delle due opere nella duplice condizione mobile/immobile - rappresentano la più congeniale e possibile idea di apertura e chiusura, prologo ed epilogo, pur fuori contesto e forse per fortuna senza soluzione di continuità, di una narrazione che coinvolge in prima persona l’artista d'origine lodigiana. Ed è il suo un “io” rifratto nella famiglia, riverberato nelle componenti che la sostanziano (il titolo medesimo, “20 ritratti famigliari di Mattia Montemezzani”, vuole recuperare un sentimento pascoliano, indagato in un celebre saggio): dunque, Rosa, Verdiana, Romeo, ne sono la spia. Dell’artista rispettivamente: nonna (e bisnonna), moglie (e madre), figlio (e bisnipote). Ancora una volta, il doppio, l’altro non da sé, ma di sé, rivestito nel proprio ruolo e posto nella società famigliare e genitoriale si manifesta nelle reciproche relazioni, anche un doppio salto generazionale, chiamato a rinsaldare legami affettivi. Con un di più a far da perno nell’intero percorso della mostra: l’amore coniugale, alimentato anche dall’arte. Verdiana, lei stessa è figlia d’arte e allo stesso tempo è compagna di vita e artista lei stessa. Tale lettura è smaccatamente raccontata nelle opere che la ritraggono e nel passaggio, nell’arco di una decina d’anni, da una colorazione variopinta a una più chiaroscurale. Ciò indipendentemente dalla fattura dell’opera e dei materiali usati. Non vi è prova, ma soltanto certezza nell’evoluzione di un rapporto: è il segno, passo dopo passo, di una maturazione all’interno della coppia, avvenuta anche per l’arrivo di un figlio: nel frattempo è arrivata anche Bella, di appena un anno e non ancora ritratta). Ed è estremamente interessante il realismo, la cui declinazione addenta alcune suggestioni magiche, con cui, al tempo, il lieto evento è stato sottoposto all’indagine artistica e riprodotto nel suo dispiegamento vitale. Orari di apertura: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18.30