Suits, spregiudicatezza in giacca e cravatta

Suits, spregiudicatezza in giacca e cravatta

La 16esima puntata della rubrica del “Cittadino” dedicata alle serie tv in edicola ogni martedì

Greta Boni

Spregiudicatezza in giacca e cravatta, abiti sartoriali rigorosamente firmati in una New York da bere. Gli appassionati di legal drama non possono esimersi dal vedere “Suits”, arrivato all’ottava e penultima stagione: una serie sofisticata ed elegante. Harvey Specter (Gabriel Macht) è uno di quegli avvocati pronti a tutto pur di vincere una causa (aggira la legge ma non la infrange), un mix di potere e prestigio, ricchezza e ambizione. Se al mondo ci sono persone che si accontentano, lui no, la vita vuole viverla al top. Ama la vita mondana, lo scotch e lo sport, così come i capelli rigorosamente pettinati. È egocentrico ma anche altruista, sebbene ci tenga a nasconderlo. «Mettitelo bene in testa - così redarguisce il suo pupillo nella prima stagione -, le prime impressioni rimangono, se parti nelle retrovie non arriverai mai in testa».

I casi giudiziari si susseguono partendo da un fatto destinato necessariamente a complicarsi: l’assunzione, da parte di Harvey, di un laureato mancato, Mike Ross (Patrick J. Adams), il quale si fa strada nell’importante studio legale pur senza avere i titoli richiesti.

Sebbene “Suits” sia diventato famoso anche per la presenza di Meghan Markle, moglie del principe Harry e duchessa del Sussex in “rotta” con Buckingham Palace, nel ruolo di Rachel Zane, la serie tv dispone di un cast decisamente carismatico, con personaggi ben costruiti. Tra questi Louis Marlowe Litt (Rick Hoffman), uno dei migliori legali dello studio spesso sottovalutato, legato ad Harvey da un rapporto di amicizia e rivalità.

Harvey Specter entra a pieno diritto nella schiera degli avvocati più “cool” delle serie tv, anche se la sua categoria professionale ha sempre stimolato il cinema e la tv, non sempre guadagnando una buona reputazione. Anzi, spesso gli avvocati sono rappresentati come dei veri e propri squali. Dai tecnicismi di “Law&Order” e “Boston Legal” fino al legal drama al femminile con l’indimenticata Ally McBeal e l’ambiziosa Alicia Florrick (“The Good Wife”), negli Stati Uniti questo genere ha sempre riscosso un grande successo. Tra gli avvocati di fama recente c’è anche Saul Goodman, protagonista di “Better call Saul”, una costola del celebre e cattivissimo “Breaking Bad”.

Per chi vuole continuare a seguire la scia di “Suits”, invece, esiste uno spin-off, “Pearson”, con Gina Torres nei panni di Jessica Pearson, ex socia di Harvey Specter, stavolta catapultata nel mondo della politica di Chicago.

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