Una storia contro la paura

Una storia contro la paura

Le videoletture delle biblioteche su YouTube: per i bambini ma non solo

Raffaella Bianchi

Lodi

Una storia contro la paura. Ci sono il cerbiatto e il cervo, c’è il mago “corpo senza l’anima”, ma anche il pesciolino in “Un mare di tristezza” e, guarda guarda, “Porti la corona ma non sei un re” (di Roberto Piumini). Si rivolge ai bambini dai 2 ai 5 anni, e poi ai più grandicelli dai 6 ai 10, l’iniziativa del sistema bibliotecario del Lodigiano: sul canale YouTube all’indirizzo https://www.youtube.com/channel/UCVeTBNN5ojmHu5bkOcd8a2Q, si può trovare “Tempo di storie. Videoletture per bambini e non solo”, con tante storielle alcune delle quali già caricate in questi giorni dai bibliotecari e dai volontari dell’associazione Fabularia. Ci si può collegare anche attraverso la pagina Facebook del sistema. Altre videoletture saranno pubblicate nei prossimi giorni. Naturalmente si accede in modo gratuito. In questi giorni in cui dobbiamo rimanere a casa, i bambini sono i più “scombussolati” nei loro ritmi quotidiani in quanto non possono frequentare la scuola, ricevono forse i compiti via internet dalle maestre ma non incontrano fisicamente compagni e amici, non partecipano alla catechesi in oratorio né agli allenamenti sportivi o ai corsi di musica. Certamente percepiscono anche la paura dei grandi e l’atmosfera generale. Forse qualcuno di loro ha addirittura perso un nonno.

Con il motto “Non sei mai veramente solo, finché hai una buona storia da leggere e qualcuno cui raccontarla”, il sistema bibliotecario lodigiano si sta attrezzando con alcuni video che possono tenere compagnia a tanti, in questo periodo di emergenza sanitaria in cui anche le biblioteche sono chiuse. Ma “Tempo di storie” vuole andare oltre: una storia riesce a raggiungerci sempre, là dove siamo. E magari a regalarci un sorriso, una perla di saggezza, un motivo per riflettere e per confrontarci in famiglia. “La tua paura, che tu disprezzi, ci ha salvato la vita”, dice papà cervo al piccolo cerbiatto che era scappato via dal leone. “Povero coccodrillo”, afferma ironica la ranocchia al termine di una storia che naturalmente non anticipiamo. E chissà che magari i piccoli non possano poi ingegnarsi nel rappresentare i personaggi delle storie e nel dar un volto alle proprie paure, guardandole con realismo e, se possibile, un pizzico di ironia. Aiutando a farlo... anche i grandi.

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