La storia/1L’appello di Filippo Negri del Moderno e Riccardo Laurelli del Fanfulla fermati dall’emergenza
Filippo Negri nella sala grande del cinema Moderno

Virus, i cinema restano chiusi: «Riaccendiamo presto le luci»

L’appello di Filippo Negri del Moderno e Riccardo Laurelli del Fanfulla fermati dall’emergenza

Fabio Ravera

Le sale cinematografiche in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto resteranno chiuse. Un provvedimento che trova d’accordo Riccardo Laurelli, che gestisce il Cinema Fanfulla di Lodi («Ce lo aspettavamo: un cinema non è una farmacia e io di sicuro non mi metterei a vendere i biglietti con la mascherina»), ma non Filippo Negri, titolare del Cinema Moderno in corso Adda: «Credo sia una decisione troppo drastica. Si poteva trovare una via di mezzo, magari limitando il numero di spettatori in sala o obbligandoli a tenere una distanza di sicurezza. Le presenze non sarebbero state alte, ma comunque un po’ avremmo lavorato». Entrambi gli esercenti dei cinema cittadini sono però convinti che i riflessi della chiusura forzata per due settimane si vedranno soprattutto una volta terminate le misure restrittive per limitare il contagio da Covid-19. «Quando le sale riapriranno non si potrà tirare immediatamente un colpo di spugna – spiega Negri -. Penso che la ripresa sarà piuttosto lenta. Anche a livello di programmazione dovremo affrontare diverse difficoltà: l’uscita di diversi titoli è stata sospesa e non si sa quando verrà riproposta. Noi dovremmo ripartire l’11 marzo con una nuova proiezione di “Fabrizio De André e Pfm – Il concerto ritrovato”. Per altri film toccherà attendere: per esempio “Volevo nascondermi” dedicato alla vita del pittore Ligabue con Elio Germano (vincitore dell’Orso d’oro a Berlino, ndr) uscirà comunque mercoledì perché deve sfruttare il momento, ma naturalmente verrà escluso dalle programmazioni in Lombardia, Emilia e Veneto, perdendo quasi il 50 percento dell’incasso». A proposito di incassi, in Italia il crollo è stato verticale da metà febbraio a oggi: «Secondo i dati Cinetel, domenica 16 febbraio, in tutto il Paese, sono stati incassati circa 4 milioni. La domenica successiva si è scesi a poco più di un milione e il 1° marzo intorno ai 600-700 mila euro. Speriamo che questi sacrifici economici e questa quarantena possano almeno rivelarsi utili sul fronte sanitario».

Ora si attendono notizie da parte delle associazioni di categorie per capire quali potrebbero essere le misure per risarcire, almeno in parte, quanto perso in questi giorni. «Io sono comunque convinto che restando chiusi abbiamo guadagnato. O, comunque, non ci abbiamo perso – spiega Riccardo Laurelli del Cinema Fanfulla -. Parlo a titolo personale, perché non ho dipendenti: quindi, chiudendo, ho risparmiato sul riscaldamento e sull’elettricità perché comunque non sarebbe venuto nessuno. Spero, in ogni caso, che nei prossimi mesi vengano adottati provvedimenti sul fronte agevolazioni fiscali». Ora però il primo pensiero è la nuova programmazione. «Dobbiamo subire anche le “pressioni” dei distributori che ci consigliano di non fare uscire determinati film in questo periodo perché c’è il rischio che passino quasi inosservati – chiude Laurelli -. Il 20 marzo abbiamo in programma “Mulan” della Disney, spero possa essere una data giusta per ricominciare a pieno ritmo, anche se non sono molto fiducioso. La mia speranza più grande è che questo stop possa prolungare la stagione cinematografica e che potremo proporre film di qualità anche nei mesi primaverili».

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