Da “The crown” a “Unbelievable”

Da “The crown” a “Unbelievable”

Domani, martedì 4 febbraio, la seconda puntata della nuova rubrica del “Cittadino”

Greta Boni

Lodi

Avete letto martedì scorso la recensione di “The crown” sul “Cittadino”? Se ve la siete persa, per questa volta ve la proponiamo anche qui, sul nostro sito. E domani, martedì 4 febbraio, non perdetevi “Unbelievable” in edicola!
Ed ecco la prima puntata.

La corona, non la regina. L’Inghilterra prima di tutto, non la vita cosiddetta “normale”, quel tipo di vita a cui una sovrana non può abbandonarsi. Nel 2019 è arrivata su Netflix l’attesissima terza stagione di “The Crown”, la serie tv che racconta la storia di Elisabetta II, ideata da Peter Morgan (lo sceneggiatore che ha firmato “The Queen”, ricordate?) e prodotta da Left Bank Pictures e Sony Pictures.
Il messaggio è chiaro fin dalla sigla e dallo scorrere dei titoli di testa, gigli e croci s’intrecciano a formare la corona, un disegno che a tratti potrebbe sembrare un diadema di spine: “The Crown”, potere e prestigio, certo, ma anche difficoltà e fardello. Più volte nel corso della serie si pone l’accento su questo aspetto, che nella terza stagione si fa decisamente esplicito: «È in giornate come queste (…) - confessa Elisabetta II – che per un attimo immagino come sarebbe stata la vita che non ho vissuto, magari sarei stata più felice».
Sul “trono” non siede più la protagonista delle prime due stagioni Claire Foy - che con John Lithgow nei panni di Churchill ha fatto incetta di premi -, bensì Olivia Colman, in arrivo direttamente da un altro set imperdibile, quello di “Broadchurch”. Bocca stretta a cancellare i sorrisi e sguardo impenetrabile, Elisabetta-Olivia si scontra con un Regno Unito in rapido mutamento, un mondo più libero ma pieno di turbolenze, dove anche l’immagine della famiglia reale ha bisogno di essere “lucidata”, tanto da realizzare un documentario che non ottiene l’effetto sperato.
Dopo un tragico incidente avvenuto in un villaggio di minatori del Galles, in cui sono morti dei bambini, il primo ministro Harold Wilson cerca di convincere una reticente Elisabetta II a far visita alla comunità colpita dal disastro. «Cosa si aspetta che faccia?», chiede la sovrana. «Che conforti le persone», la risposta. «Si aspetta che faccia uno show? La Corona non può farlo», la chiusura secca, senza tornare sui suoi passi e mettendo di fatto “a verbale” la distanza che la separa dal mondo comune.
E se, come si vocifera, “her majesty” (quella che risiede davvero a Buckingham Palace) non ha gradito il terzo capitolo di “The Crown”, chissà quale sarà la sua reazione quando sul piccolo schermo arriveranno Margaret Thatcher e Lady D. È la monarchia formato serie tv, bellezza, e non ci si può fare nulla.

Leggi la prossima puntata sul “Cittadino” in edicola martedì 4 febbraio

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