«Io, Piccioni e la seconda occasione»
Raffaele Esposito

«Io, Piccioni e la seconda occasione»

INTERVISTA Raffaele Esposito è tra i protagonisti della nuova fiction ispirata alla storia del medico lodigiano

Cristina Vercellone

Arriverà tra poco in Rai la fiction ispirata al primo libro del medico Pierdante Piccioni. L’ex primario del Pronto soccorso di Lodi che, in seguito a un incidente, ha perso 12 anni di memoria. Tra i protagonisti - nella parte del cattivo - ci sarà Raffaele Esposito, classe 1978, attore di Lodi. Che ci ha raccontato questa nuova sfida professionale.

«Quest’estate, tornando dalla tournée in Russia con “La tragedia del vendicatore”, sono stato a Roma, dove mi hanno proposto con questa nuova serie tv della Lux» racconta l’0attore che nella fiction avrà la parte del “cattivo”, contrapposto al personaggio ispirato alla figura di Piccioni. «Sì, esatto, faccio la parte del medico che cerca di “fargli le scarpe”. Ho fatto una settimana di tirocinio al Gemelli, a Roma, poi mi sono presentato da Luciano Fugazza, nel reparto di medicina di Lodi e sono rimasto una settimana, in reparto. All’inizio sono stato presentato come nuovo medico, poi ad un certo punto hanno svelato lo scherzo. È stato divertente. Sono stati contenti di darmi una mano, di insegnarmi a tenere in mano lo stetoscopio dalla parte giusta e a stare vicino al malato. Fugazza mi ha messo nelle mani di Simone Pasini il quale mi ha preso sotto l’ala e mi ha mostrato tutto quello che c’era da sapere».

Il film tv non è tratto dal libro scritto da Piccioni: «Non viene esplicitamente raccontata la vicenda di Piccioni, anche se le riprese sono tutte ambientate in ospedale. Si racconta la vicenda di un medico che a causa dell’incidente ha perso 12 anni di memoria. Il protagonista è Luca Argentero e il suo personaggio si chiama Andrea Fanti. Si risveglia dal coma e da medico respingente qual era fa un percorso di umanizzazione. Io faccio appunto il cattivo, il medico assistente del primario che al momento dell’amnesia gli si rivolta contro, si siede sulla sua poltrona e cerca di fargli le scarpe».

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