Milan, una “fede” lunga 120 anni
Un dettaglio della copertina di “1899, A.C. Milan. Le storie”, Hoepli, pp.445, 29,90 euro

Milan, una “fede” lunga 120 anni

Trionfi e delusioni della società rossonera

Marco Ostoni

Per chi la fede rossonera l’ha abbracciata negli anni cupi del Diavolo pre-berlusconiano – quello delle due retrocessioni in B fra 1980 e 1982 (per illeciti sportivi la prima e per demeriti sportivi la seconda) –, rinsaldandola poi sui duri e freddi scranni di San Siro davanti a improbabili match con la Cavese e altri squadroni della serie cadetta di allora, le vacche magre di questi tempi sono poca cosa. Certo, i due lunghi e splendenti decenni del Cavaliere di Arcore avevano messo in un angolo le sofferenze di 40 anni addietro, ma una squadra come il Milan, abituata a salite e – lunghissime – discese non lascia mai il tifoso nella bambagia della certezza, per cui i malrovesci dell’ultimo quinquennio si incassano senza troppi patemi.

D’altro canto la prima squadra di Milano di imbarcate ne ha prese tante e i digiuni da vittoria hanno superato, in passato, financo i quarant’anni (44 per l’esattezza, dal 1907 al 1951, guardacaso dopo la fuoriuscita velenosa dei cugini dallo stesso “seno” natio), sicché la vena inaridita di Piatek e compagni non può fare paura. Il tempo è galantuomo e certamente torneranno ad accendersi le luci di San Siro (o di quel che sarà) sui colori che proprio in queste settimane toccano le 120 primavere di gloriosa permanenza sui campi da gioco. Nel frattempo, incrociando le dita e formulando scongiuri sulla durata della nuova agonia da successi, i tifosi del Diavolo potranno rifarsi – o quantomeno distrarsi – sfogliando le pagine ricchissime di dati, curiosità e suggestioni vergate da uno straordinario reparto di autori (Michele Ansani, Gino Cervi, Gianni Sacco e Claudio Sanfilippo) che ha confezionato per la Hoepli un’accuratissima biografia del Milan, intitolata “1899. A. C. Milano. Le storie”.

Si tratta di un volume che è qualcosa in più di una pur gloriosa storia societaria; anzitutto perché gli autori sono fior di intellettuali (un esperto di scrittura ed esegesi delle fonti medievali, un filologo romanzo, un docente di diritto e un cantautore-chitarrista), eppoi perché hanno saputo mettere sul rettangolo verde per la fondamentale “partita” rievocativa rinforzi del calibro di Franco Loi e Milo De Angelis, direttamente assoldati dai campi fioriti e odorosi calcati dalla Musa Calliope. Si scoprono dunque vicende, storie e curiosità che anche un antico “casciavitt” come chi scrive ignorava, ma soprattutto le si scopre godendo della raffinata fattura di pagine in cui nulla è lasciato al caso o all’improvvisazione, men che meno la qualità della scrittura, così negletta in molta analoga “letteratura” sportiva. Milanisti di tutt’Italia, dunque, unitevi nella comune pugna e acquistate l’enciclopedia di Cervi & C. Non resterete delusi.

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