Per Santa Lucia veglia di giustizia con i più piccoli sulla scia di Dante
Una delle precedenti veglie di Santa Lucia a cura del Laboratorio

Per Santa Lucia veglia con i più piccoli nel segno di Dante

Appuntamento giovedì alle 18.30 a Lodi a cura del Laboratorio degli Archetipi

Ospite dell’Unitre al Caffè delle Arti, martedì sera Giacomo Camuri ha presentato la 33esima edizione della Veglia di Santa Lucia, organizzata dal Laboratorio degli Archetipi, che si terrà oggi alle 18,30 in piazza Ospitale, con il patrocinio del Comune di Lodi e il sostegno della Fondazione Banca Popolare di Lodi. Insieme a Camuri, Pietro Sarzana, che ha affiancato alla presentazione dell’evento una conversazione sulla presenza di Santa Lucia nella Divina Commedia. Lucia è presente in tutte e tre le cantiche del poema, e la sua figura è sempre legata al tema della luce. A tutti questi elementi si ispira l’idea della Veglia di quest’anno, che rilegge i passi danteschi in una prospettiva contemporanea, ispirandosi anche a un saggio di Dante del filosofo Urs von Balthasar, che sottolinea la teatralità della Commedia, e per il Purgatorio ricorre addirittura all’immagine del circo.

Giacomo Camurri

«Dalla drammaturgia corale di questa veglia– dice Camuri – affiora una riflessione sulla contemporaneità. Dante è il simbolo dell’umanità smarrita, che corre il rischio di perdersi. Attraverso la sua storia raccontiamo anche quella dello smarrimento dei rifugiati, dei senza casa, che vagano all’inizio dell’azione scenica con dei sacchetti dentro i quali portano le loro paure. Adombrati nelle tre donne che vengono in soccorso a Dante, sono tutti coloro che intervengono per prendersi cura degli ultimi, dei dispersi, guidati da un sogno di giustizia che qui, nella nostra azione scenica, abbiamo identificato con l’aquila.». Ma il cammino è faticoso, pieno di ostacoli: così, ispirandosi alla simbologia medievale dei vizi capitali, sono state realizzate delle maschere che raffigurano sette animali, che verranno allontanati per far posto alla luce della speranza. «I bambini della prima elementare della scuola De Amicis – continua Camuri - saranno in scena per rappresentare dapprima un prato fiorito, e infine i petali della candida rosa dantesca».

Per mettere in scena il testo, ideato da Giacomo Camuri, hanno lavorato diverse realtà del territorio: gli utenti dello SFA-CSE di San Colombano al Lambro, l’ Associazione Progetto Insieme, gli studenti del Maffeo Vegio, i ragazzi del gruppo Fili Sospesi. Le coreografie sono a cura di Andrea Butera con la collaborazione di Silvia Pallotti, Sabrina Inzaghi in collaborazione con Marco Visigalli hanno creato figurazioni e oggetti di scena, i costumi sono stati confezionati da Vanda Bruttomesso con Maddalena Astorri. Accompagnano l’azione scenica le musiche originali e il canto di Carlo Cialdo Capelli. Narrano Vanda Bruttomesso e Claudio Raimondo, danza Bianca Bonechi, conduce il canto Luca Maccagni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti ( 0 ) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito . I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati.