Se il classico supera la televisione
Tutto esaurito per “Nati sotto contraria stella” con Ale e Franz sul palco delle Vigne

Se il classico supera la televisione

Ale e Franz protagonisti dello spettacolo di apertura della stagione del teatro alle Vigne

Per fare uno spettacolo da tutto esaurito ci vogliono dei protagonisti noti al pubblico televisivo. Così il debutto della stagione di prosa delle Vigne ha messo a segno il “sold out” grazie alla presenza del duo comico Ale e Franz, passati dalla panchina televisiva al palcoscenico con “Nati sotto contraria stella”, rilettura shakespeariana da “Giulietta e Romeo” firmata dalla regia di Leo Muscato.

Interessante, in platea, osservare come il pubblico, quello venuto a teatro per vedere i suoi beniamini televisivi, sia condizionato dall’orizzonte di attese legato alle consuetudini televisive: da un duo comico ci si aspetta una performance comica, e quindi per tutta la prima parte dello spettacolo si ride ad ogni battuta dei due, anche quelle che non dovrebbero strappare più di un sorriso. I tempi televisivi sono quelli delle gag veloci, da Zelig? Ed ecco gli applausi a scena aperta, ad ogni uscita di scena di uno, o di entrambi, gli attori.

Poi la cosa si assesta, e, grazie anche al testo, fedele all’originale, si comincia a percepire uno spessore che non si esaurisce nella comicità spicciola. L’idea registica che sostiene lo spettacolo è quella di raccontare la storia tragicomica di una compagnia di guitti impegnati a portare sul palcoscenico con mezzi di fortuna e interpretando ruoli multipli –anche quelli femminili recitati en travesti, proprio come accadeva al tempo di Shakespeare - la dolorosa storia dei due innamorati di Verona. I sei protagonisti parlano con le parole di Shakespeare, ma seguono anche un copione non scritto attraverso il quale mettono in scena le relazioni che li legano, le rivalità, le insofferenze, le ripicche, la solidarietà.

Accanto ad Ale e Franz (rispettivamente Giulietta, in tutù di tulle e ombrellino decorato a coccinelle, e Romeo, in gilet luccicante e maniche a sbuffo), spicca tra gli altri l’interpretazione di Eugenio Allegri, che mette al servizio di questo spettacolo il suo mestiere consumato di attore da commedia dell’arte, nel ruolo comico di Madonna Capuleti e in quello ogni volta incantatore di Mercuzio. Un altro vecchio leone del palcoscenico come Paolo Graziosi qui nel ruolo del direttore della compagnia risulta forse un po’ troppo macchiettistico. Il settimo componente della compagnia, il musico (Roberto Zanisi), che sta in disparte in un angolo del palcoscenico, contribuisce in modo determinante a creare le diverse atmosfere che cambiano al cambiare delle luci di scena, suonando con chitarra e banjo le musiche originali di Dario Buccino e inserendovi opportunamente nei momenti comici alcuni brani pop.

Alla fine, anche Ale e Franz, grazie alla regia di Muscato, dimostrano di saper andare oltre la dimensione breve dello sketch televisivo e rendono con sobrietà anche i momenti drammatici, come il finale, o quelli più rischiosi, come il dialogo del balcone, gestito con leggerezza al chiaro di una luna che è soltanto un palloncino bianco.

Annalisa Degradi

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