Quei canti che sanno di speranza

Quei canti che sanno di speranza

Gospel e spiritual protagonisti con i Jubilant Singers sabato sera nella chiesa di Sant’Agnese a Lodi

Canti religiosi di origine afroamericana, frutto dell’incontro e dell’adesione al cristianesimo degli schiavi deportati dall’Africa. Brani che, nati sul luogo di lavoro per scandirne i ritmi, esprimono la speranza di liberazione e di riscatto. È una parabola tra sofferenza e catarsi, quella del gospel e degli spiritual: e migliore genere non avrebbe potuto esserci, sabato sera nella chiesa di Sant’Agnese a Lodi, per celebrare l’emozionante appuntamento promosso dalla Società San Vincenzo De Paoli.

Nota e apprezzata per le sue finalità benefiche, sia sul piano morale che su quello pratico e spirituale, la San Vincenzo si è sposata alla perfezione con la sensibilità dei protagonisti del concerto: i Jubilant Singers, gruppo di cantori ma soprattutto di amici, provenienti da esperienze musicali diverse quali lo studio di uno strumento, il canto corale o l’animazione musicale liturgica, e che hanno deciso di intraprendere questa speciale avventura fatta di moltissimi concerti benefici presso chiese, ospedali, carceri, scuole e onlus.

Diretti magistralmente da Andrea Locati e accompagnati dal violino di Libero Rebecchi e dalla chitarra di Carmelo Siciliano, con Giovanna Zawadski nel ruolo di solista, i Jubilant Singers hanno bissato il successo dello scorso anno in Santa Maria delle Grazie regalando un’esibizione da applausi. Dalla celebre “When the Saints go marchin’ in” passando per “Amazing Grace”, l’ensemble ha saputo restituire la forza di un genere che dalla lotta quotidiana per la sopravvivenza guarda tra malinconia e gioia alla luce del riscatto, della speranza e della libertà. I valori più importanti, di qualsiasi altra ricchezza: una melodia che culla l’anima, e riempie il cuore.

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