Il dottor Moca e la “cura” di De André
Daniele Moca (foto Soleto)

Il dottor Moca e la “cura” di De André

Il medico appassionato di musica ha deliziato il pubblico alla biblioteca di Casalmaiocco

Ha un grande cuore, fondamentale per la professione che svolge, quella di medico. Ma una parte del prezioso “muscolo” nel petto batte per una passione speciale, quella per la musica: la stessa che la scorsa settimana Daniele Moca ha declinato per il pubblico della biblioteca di Casalmaiocco attraverso “Storia di un impiegato”, la serata che il dottore con la chitarra ha dedicato a Fabrizio De André.

«La musica rappresenta la passione di una vita. Me l’hanno trasmessa i miei genitori e poi io ho fatto il resto – spiega Daniele –. Ho una formazione classica al pianoforte, ho studiato chitarra da autodidatta e suono i più svariati strumenti etnici. Sono arrivato tardi al cantautorato di De André, ma una volta scoperta la sua poesia, non ho più potuto farne a meno. Sarà anche perché, in questo periodo della mia vita, mi sono trovato a rileggere me stesso in alcuni passaggi».

Il pubblico all’aperitivo in musica con Moca

In “Storia di un impiegato”, Moca ha alternato voce e chitarra per dipanare agli spettatori la matassa che unisce tra loro le canzoni del cantautore genovese nel suo album di inediti. Tra un’esecuzione e l’altra, Daniele ha condotto i partecipanti all’interno della vita di un impiegato che si trova ad ascoltare una delle canzoni del maggio 1968 francese, ma 5 anni dopo i moti rivoluzionari. Il racconto dei retroscena dei testi unito all’esecuzione dei brani ha sviluppato la storia di una ribellione sognata, tentata, fallita e infine paradossalmente riuscita. È la rivolta di un uomo simbolo della mediocrità della società borghese italiana degli anni 70, in cui affianco agli estremismi terroristici, lo spirito rivoluzionario sopravvive in azioni anarchiche e individualiste.

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