Un “cuore” sulle onde del mar Mediterraneo

Un “cuore” sulle onde del mar Mediterraneo

L’affascinante “Viaggio sentimentale” di Alessandro Vanoli

Antonino Sidoti

Non un libro di storia ma di viaggio, che vive delle invenzioni di chi lo scrive, che obbliga il lettore a porsi domande sollecitato dai notevoli input dell’autore. Lo storico Alessandro Vanoli in “Quando guidavano le stelle. Viaggio sentimentale nel Mediterraneo” racconta di un mare antico, con miti e sogni, che va esplorato, costeggiato e navigato, da cui trarre ispirazione per continuare la navigazione. Quattro rotte, dall’Atene di Socrate a Cartagine della terza guerra punica, da Ostia dell’impero romano fino a Genova del tardo medioevo, la Napoli del ‘900 e Ravenna oggi. A ogni sosta si incontrano storie e personaggi, e passato e presente si mescolano sovrapponendosi. Per ritrovare la strada di un nuovo Mediterraneo, ora che sembra spento a causa di una globalizzazione mortificante, scelte finanziarie azzardate e lotte religiose cieche e fanatiche.

Una prosa densa ed emozionante, che fa il pari con il rigore storico, come quando, scendendo al Pireo e guardando al presente della Grecia, cita “Repubblica”, dove Platone segue Socrate nella sua camminata al porto. Lungo le lunghe mura introduce concetti e temi come democrazia e mito, dei e uomini. Nell’Egeo, sotto le stelle, guidati da Ulisse fino ad arrivare ad Alessandria, la realtà si incrocia con la fantasia. Il viaggio dello scrittore, narrato in prima persona, trascina in una scia di odori, spezie, animali e uomini, dove l’oriente e l’occidente s’incontrano, per giungere a Roma, centro di un impero. Lo storico analizza, confronta, ricostruisce e deduce con dettagli precisi, documentati. Sembra di essere con lui, quando si aggira nel porto di Ostia tra mercati e magazzini, taverne e ombre di uomini, fino all’isola Tiberina agghindata come una nave con tanto di albero maestro.

Il secondo viaggio parte da Betlemme, dove Elena ha iniziato la fabbrica della basilica della Natività e dove Girolamo che traduce la Bibbia piange per Roma, vittima dei Goti, e per l’Occidente, un mondo che scompare mentre Costantinopoli ne diventa l’erede. Precisazioni geografiche ed etimologiche impreziosiscono questo viaggio punteggiato di immagini straordinarie, dai cavalli della Cappadocia e della Persia, le spezie dell’India, la seta della Cina, in un fragore di mercanzie e una vertigine di colori, architetture, popoli, lingue e religioni diverse.

Un caleidoscopio che arriva a Valencia e a Barcellona. Quando si riparte dalla Venezia di Giovanni Bellini e Vittore Carpaccio, sembra di partecipare alle processioni, essere al mercato di Rialto tra fondaci e magazzini, alloggi e botteghe. Nel basso Adriatico tra Albania e Grecia fino a Cipro nelle stanze della tekke si respira l’odore del caffè. Un’occasione per un excursus colto anche nel ‘900, a Palermo, Genova, Napoli, Ravenna. Un tentativo di costruire “ponti”, perché dal Mediterraneo si può e si deve ripartire.

Alessandro Vanoli
Quando guidavano le stelle
Il Mulino, Bologna 2019, pp. 231, €13

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti ( 0 ) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito . I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati.